Umbria

Agenas: Ospedale di Città di Castello tra le 15 eccellenze italiane. Bene Perugia, Foligno, Gubbio e Orvieto


Nel nuovo Programma nazionale esiti 2025, ovvero l’aggiornamento del report Agenas l’Umbria conferma una performance complessivamente positiva, con indicatori di qualità in miglioramento, soprattutto in chirurgia oncologica, gestione dell’area cardiocircolatoria e ostetrica. L’ospedale di Città di Castello si conferma tra le strutture umbre di eccellenza, distinguendosi per le performance elevate in più aree cliniche e rappresentando un modello di ospedale di medio-piccole dimensioni capace di garantire servizi complessi in un contesto non metropolitano. Risulta tra le migliori 15 strutture della categoria a livello nazionale.

Accanto a Città di Castello, il report evidenzia progressi significativi di altre strutture: Foligno, Gubbio e Orvieto mostrano miglioramenti concreti negli indicatori di qualità, consolidando la copertura sanitaria sul territorio e contribuendo a garantire assistenza prossima ai cittadini. L’azienda ospedaliera di Perugia mantiene invece il ruolo di presidio ad alta specializzazione, con valutazioni “molto alte” in tre ambiti strategici: gravidanza e parto, sistema nervoso e chirurgia oncologica, confermando la capacità di gestire casi complessi con elevati standard clinici.

Un dato rilevante riguarda gli standard generali di qualità dell’assistenza: l’Umbria risulta tra le poche regioni italiane – insieme a Valle d’Aosta e Provincia di Trento – a non registrare alcun ospedale “rimandato”, a differenza di quasi due strutture su dieci a livello nazionale, soprattutto nel Mezzogiorno, sottoposte a revisione tramite audit.

Il quadro complessivo regionale mostra una distribuzione equilibrata dei servizi: Perugia concentra i volumi più elevati e l’alta specializzazione, Città di Castello rappresenta un punto di eccellenza nel nord della regione, mentre Foligno, Gubbio e Orvieto rafforzano la presenza dei servizi sul territorio. Le strutture minori continuano a garantire l’accesso alle cure di primo livello e ai servizi di emergenza.

Al seguente link è possibile prendere visione delle performance di tutte le strutture scrivendo in alto a sinistra nello spazio ‘cerca’ il nome della città che si vuole consultare. Vai al link

Questo scenario conferma come la sanità umbra stia progressivamente bilanciando la centralizzazione delle competenze specialistiche con la presenza diffusa di presidi sul territorio, riducendo le disuguaglianze interne e assicurando performance elevate in strutture selezionate. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha sottolineato che «il fatto che l’Umbria non presenti strutture rimandate sugli standard di qualità e che diversi presidi mostrino miglioramenti concreti conferma l’impegno dei professionisti e delle direzioni aziendali», ribadendo la volontà di rafforzare servizi pubblici di sanità efficaci e vicini ai cittadini.

Un indicatore critico riguarda la tempestività degli interventi per frattura del collo del femore in pazienti anziani: il riferimento normativo prevede che almeno il 60 per cento delle operazioni venga eseguito entro 48 ore. I dati più recenti a livello nazionale mostrano una mediana attorno al 59 per cento, con forti variazioni tra regioni. Per quanto riguarda l’Umbria, le due Usl comunicano performance inferiori: la Usl Umbria 1 al 50,9 per cento e la Usl Umbria 2 al 42,68 per cento. Ciò colloca la regione sotto la soglia di garanzia e sotto la media nazionale, evidenziando un margine significativo di miglioramento nell’appropriatezza e tempestività delle cure ortopediche.

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