Affido anziani, a Genova 120 storie di cura e amicizia: il Comune cerca nuovi volontari
Genova. Eugenio ha 90 anni e non vede l’ora che sia giovedì mattina per trascorrere qualche ora con Claudia, la sua amica affidataria: “Mi porta un po’ di focaccia, facciamo qualche partita a carte, sistema le mie medicine per tutta la settimana e mi tiene compagnia, è proprio brava”. Quella di Eugenio è una delle 120 storie di cura nell’ambito del progetto “Affido anziani”, raccontata questa mattina al teatro Stradanuova dai referenti dei Servizi sociali.
L’obiettivo della mattinata, cui ha partecipato anche l’assessora al Sociale Cristina Lodi, è stata diffondere tra associazioni, cittadini ed enti del terzo settore questo progetto attivo già da anni nell’ambito del sistema Welfare del Comune, ma mai particolarmente comunicato. La nuova amministrazione, però, da un lato ha deciso di puntare ancora di più con questo format – a Genova il numero di persone anziane attive ma sole è in costante aumento – dall’altro ha necessità di trovare nuovi volontari e volontarie da introdurre nel progetto.
“L’affido anziani è uno strumento fondamentale per rafforzare il senso di comunità che cura — sottolinea l’assessora al Welfare del Comune di Genova, Cristina Lodi — significa riconoscere che la solidarietà è un bene comune, e che la prossimità non è solo un servizio, ma un modo di vivere insieme nella nostra città”.

Il progetto, per cui il Comune di Genova spende circa 30mila euro al mese, è rivolto a persone che desiderano offrire tempo, presenza e vicinanza, attraverso forme di affido flessibili nei confronti di anziani autosufficienti o con lieve fragilità. Non si tratta di svolgere funzioni pratiche come pulizie di casa, o quel tipo di assistenza fisica che solo un caregiver professionale o un familiare possono svolgere. Ma di rappresentare un aiuto, un riferimento, una figura di compagnia.
“In pratica si tratta di un affiancamento – spiega Bruna Poggi, responsabile Area Anziani nella direzione Welfare territoriale e integrazione sociosanitaria del Comune di Genova – e non si tratta di un servizio a richiesta, sono i servizi sociali che individuano anziani che potenzialmente potrebbero beneficiarne, dopo aver inquadrato precisamente le varie situazioni”. Per chi svolge volontariato nel progetto “Affido anziani” è previsto un piccolo rimborso spese. “Ma non è un lavoro – precisa Poggi – altrimenti snatureremmo il senso della cosa”.
Il Comune invita chiunque sia interessato a conoscere il progetto, ricevere informazioni o proporre la propria disponibilità a contattare gli sportelli dedicati o a partecipare agli incontri informativi programmati sul territorio.
L’impegno può essere modulato a seconda delle esigenze: si va da affidi minimi di quattro ore alla settimana alle 9-10 ore alla settimana. Per partecipare è necessario avere compiuto 25 anni. Chi volesse candidarsi sarà chiamato per un colloquio di approfondimento e affronterà una selezione. I servizi sociali si occupano di mettere insieme domanda e offerta in base agli interessi, alle caratteristiche e alle aspettative di anziani e affidatari.
“Spesso gli affidatari sono donne, tra i 50 e 60 anni, spesso sono persone che in passato si sono già occupate di anziani, magari dei propri genitori, e hanno acquisito esperienza – continua la dirigente comunale – ma sarebbe bello se riuscissimo ad ampliare il numero di volontari uomini, sarebbe una risorsa in più per questo servizio”.




