Economia

Aeroporti italiani, quasi 230 milioni di passeggeri nel 2025. Boom di viaggi con la Spagna

ROMA – L’Italia del trasporto aereo continua a correre e mette a verbale un numero che pesa. Nel 2025 i passeggeri transitati negli aeroporti nazionali sono stati 229.740.554, il 5% in più rispetto al 2024.

Interessante è la composizione di questo dato. Il traffico domestico è sostanzialmente fermo a 72,5 milioni di passeggeri, il 32% del totale, con volumi quasi invariati sull’anno precedente. A fare la differenza è l’estero, che si spinge a157,2 milioni di passeggeri (tra noi che andiamo fuori e gli stranieri che vengono a noi). E’ il 68% del totale, con un balzo dell’8% sul 2024.

L’Europa resta il grande bacino di riferimento (generando il 43% del traffico internazionale), con la Spagna come primo Paese da cui le persone arrivano e dove noi andiamo. La rotta Roma Fiumicino–Madrid Barajas è al vertice per intensità.

Il dominio delle low cost

Nei suoi documenti, l’Enac individua in Roma Fiumicino, ovviamente, il baricentro di questo buon risultato nazionale. Lo scalo della Capitale si conferma il primo scalo per traffico passeggeri con circa 50,9 milioni di viaggiatori: da solo vale il 22% del totale nazionale.

Ma si fanno largo, poco alla volta, anche i piccoli aeroporti. Reggio Calabria, Rimini, Pescara, Trieste si muovono più rapidamente del sistema medio svelando che la domanda non è solo “Roma-Milano e grandi capitali”, ma anche collegamenti più capillari, da alimentare e organizzare in rete. È un tema che vale investimenti, continuità territoriale, incentivi.

Resta dominante il peso delle low cost. Nel 2025 i vettori a basso costo hanno trasportato il 63% dei passeggeri (145,4 milioni, +6% sul 2024), mentre le compagnie tradizionali si sono fermate al 37% (84,3 milioni, +3%).

Merci verso i tedeschi

Anche le merci segnano una ripresa. Nel 2025 il cargo (merci e posta) ha superato 1,2 milioni di tonnellate, +2% sul 2024. Le destinazioni sono quasi tutte internazionali. Oltre 1,17 milioni di tonnellate, il 94% del totale cargo, vanno fuori con la componente extra-Ue che traina (+7%). Il traffico nazionale con circa 72mila tonnellate (il 6% del totale) accusa invece una flessione del -8% rispetto al 2024.

La Germania è il primo Paese per volumi (quota 13%, pari a 153mila tonnellate) e la rotta simbolo è Malpensa–Leipzig-Halle. Malpensa resta dunque il primo aeroporto cargo d’Italia con una quota del 61% e un incremento del 4% rispetto al 2024. In controtendenza il cargo nazionale: circa 72mila tonnellate (6% del totale) e un calo dell’8%.

La mobilità regionale

“L’aumento del traffico aereo del 2025 – dice il presidente Enac Pierluigi Di Palma – è un segnale forte e inequivocabile della definitiva ripresa del settore e della centralità del trasporto aereo per la crescita economica, la competitività e la connettività del Paese”.

“Il comparto si conferma una leva strategica per l’economia nazionale, capace di sostenere turismo, business e competitività internazionale, accompagnando al tempo stesso l’evoluzione verso un modello di mobilità più innovativo e sostenibile”.

“Di particolare interesse è l’incremento percentuale dei piccoli aeroporti come Reggio Calabria, Rimini, Pescara, Trieste che determina una positiva riflessione sulla ram (regional air mobility), policy che Enac sta sviluppando valorizzando la rete aeroportuale minore. Potrà permettere la realizzazione di un network tra grandi e piccoli aeroporti”.


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