Aeroporti italiani e l’impatto della carenza energetica
5 aprile 2026 – ore 13:30 – Il distributore di energia Air Bp Italia ha annunciato restrizioni nei rifornimenti di carburante alle sue compagnie aeree clienti operanti nei quattro scali di Treviso, Venezia, Bologna e Milano Linate. Lo si apprende dai Notam, gli avvisi con le informazioni pre-volo a uso dei piloti, ripresi dai media non solo nazionali ma anche internazionali: se da un lato gli operatori del settore invitano a non allarmarsi e ridimensionano la portata della notizia, dall’altro il caso italiano è il primo esempio di carenza energetica in Europa: finora situazioni analoghe si erano manifestate in Asia. Come spiega il Sole 24 Ore, il primo bollettino è arrivato all’alba di ieri, 4 aprile 2026, è valido fino alle 23.30 del 9 aprile e si rivolge all’aeroporto di Linate: “Ridotta disponibilità di carburante Jet A1 fornito da Air BP Italia”. Altri Notam sono stati inviati agli aeroporti Antonio Canova di Treviso, Marco Polo di Venezia e Guglielmo Marconi di Bologna. Scadono tutti tra il 9 e il 10 aprile. I bollettini diretti a Bologna e Treviso specificano che la prorità nei rifornimenti sarà data ai voli ambulanza, ai voli di Stato e ai voli con durata superiore a 3 ore: per gli altri la distribuzione sarà contingentata con un tetto massimo di 2000 litri per velivolo. Nel Notam indirizzato a Venezia ai piloti viene chiesto di “calcolare una quantità sufficiente di carburante partendo dall’aeroporto precedente per completare i segmenti di volo successivi”.
Il quotidiano economico non ha dubbi: l’avviso è collegato chiaramente al conflitto in corso in Medio Oriente e, sempre secondo il Sole 24 Ore, in particolare modo al blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale passano grandi quantità di petrolio, necessario per ottenere la paraffina, cioè il carburante standard per aeromobili. Il presidente dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) Pierluigi Di Palma ha rilasciato all’Ansa una dichiarazione contro gli allarmismi: “Le difficoltà per l’approvvigionamento di carburante sono legate al periodo pasquale di traffico intenso e non al blocco di Hormuz. Se il conflitto dovesse continuare, ci saranno conseguenze, ma al momento vedo le diplomazie al lavoro”. Analogamente per il gruppo Save, che gestisce gli scali di Venezia, Treviso e Verona, le limitazioni di carburante “non sono significative” in quanto il problema riguarda “un solo fornitore e negli scali del gruppo ce ne sono altri che riforniscono la gran parte dei vettori”. Nei giorni scorsi il Corriere della Sera ha riportato che l’ultimo carico di cherosene per aerei partito dal Medio Oriente prima della guerra e diretto verso l’Europa arriverà a destinazione il 9 aprile 2026 comportando il rischio di voli cancellati quest’estate: si tratta della petroliera Rong Lin Wan, diretta verso il porto di Rotterdam, in Olanda. Dopo dal Medio Oriente non arriverà più alcuna goccia di jet fuel per i vettori del nostro Continente, secondo il Corriere, che cita dati Marine Traffic.
Articolo di Lilli Goriup




