Adolescence, Stephen Graham conferma: la seconda stagione si farà (ma ci sarà da aspettare)
La notizia che i fan di Adolescence stavano aspettando è arrivata direttamente dal backstage dei Golden Globes. Stephen Graham, co-creatore e protagonista della serie Netflix che ha conquistato il mondo, ha confermato che la seconda stagione si farà. Ma c’è un dettaglio che richiede pazienza: il ritorno dello show non avverrà prima di tre o quattro anni.
Parlando ai giornalisti dopo la trionfale serata della serie ai Golden Globes, Graham ha scelto un tono volutamente criptico ma rassicurante. La risposta sul futuro di Adolescence è sepolta nelle profondità della sua mente e in quella di Jack Thorne, l’altro creatore dello show. I due stanno già discutendo una seconda stagione, anche se il progetto è ancora nelle fasi embrionali. La tempistica suggerita da Graham indica che i fan dovranno armarsi di pazienza, ma la promessa è chiara: Adolescence tornerà.
La prima stagione era stata concepita come una serie limitata, pensata per concludersi in modo autonomo. La storia di Jamie Miller, il teenager interpretato da Owen Cooper che viene arrestato per l’omicidio di un compagno di classe, aveva trovato una sua risoluzione narrativa. Eppure il successo straordinario dello show e l’accoglienza del pubblico hanno convinto Graham e Thorne a ripensare quella decisione iniziale.
I numeri parlano da soli e aiutano a capire perché Netflix e i creatori stiano seriamente considerando un seguito. Adolescence si è piazzata al secondo posto tra le serie in lingua inglese più viste di sempre sulla piattaforma, accumulando oltre 146 milioni di visualizzazioni nei primi tre mesi dalla release. Un risultato che va ben oltre le aspettative più ottimistiche per una serie drammatica britannica incentrata su temi così delicati come la violenza giovanile, la famiglia disfunzionale e la salute mentale.
Il riconoscimento critico ha eguagliato quello del pubblico. Ai Golden Globes, Adolescence ha letteralmente dominato la serata, portando a casa quattro premi: miglior serie limitata, miglior attore protagonista per Graham nel ruolo di Eddie Miller, miglior attrice non protagonista per Erin Doherty che interpreta la terapeuta Briony Ariston, e miglior attore non protagonista per il giovanissimo Cooper. Prima ancora, agli Emmy, lo show aveva raccolto 13 nomination e conquistato 8 statuette.
Ma cosa potrebbe raccontare una seconda stagione di Adolescence? Graham non ha fornito indizi concreti, lasciando spazio alle speculazioni. Sui social media i fan hanno iniziato a elaborare teorie. Molti vorrebbero vedere il punto di vista dei genitori della vittima, esplorare il loro dolore e la loro elaborazione del lutto durante gli eventi della prima stagione. Una prospettiva che amplierebbe il discorso sulla giustizia, la vendetta e il perdono che la serie ha già così efficacemente tratteggiato.
Altri immaginano un cambio di formato più radicale: Adolescence potrebbe trasformarsi in una serie antologica, dove ogni stagione racconta la storia di un nuovo gruppo di personaggi alle prese con un crimine che sconvolge una comunità. Questo approccio permetterebbe di mantenere l’intensità emotiva e la struttura narrativa che hanno reso memorabile la prima stagione, esplorando al contempo nuove dinamiche familiari e sociali.
L’attesa di tre o quattro anni può sembrare lunga, ma nel panorama televisivo contemporaneo non è inusuale per produzioni di alto profilo. Questo tempo permetterà a Graham e Thorne di sviluppare una storia che non sia semplicemente un sequel commerciale, ma una vera espansione dell’universo narrativo di Adolescence. La sfida sarà mantenere l’impatto emotivo e la rilevanza sociale della prima stagione, evitando la tentazione di ripetere formule già viste.
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