Lazio

adesivi strappati e scritte d’odio

Non c’è pace per la sede del Partito Democratico in viale di Tor Marancia. Nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio, il circolo dedicato a Enrico Berlinguer è stato nuovamente bersaglio di un atto vandalico: adesivi del partito sradicati, insegne imbrattate e un clima che si fa sempre più pesante nel quartiere.

Si tratta solo dell’ultimo episodio di una “sequenza preoccupante” che negli ultimi mesi ha visto un’escalation di violenza: dal danneggiamento della bandiera esterna fino a un inquietante tentativo di appiccare il fuoco alla porta d’ingresso.

L’escalation: dalle scritte al fuoco

La denuncia arriva direttamente dalla segretaria del circolo Ardeatina-Montagnola-Grottaperfetta, Flavia Finamore, che parla di una strategia intimidatoria continua.

Solo pochi giorni fa, sui muri dell’edificio erano comparse scritte inequivocabili come “Remigrazione” e “Morte ai comunisti”. A dicembre, ignoti avevano persino circondato la sede con dei nastri per impedirne simbolicamente l’accesso.

«Questi gesti non ci intimidiscono», ha ribadito Finamore. «Rafforzano la nostra determinazione a proseguire il lavoro per il quartiere nel solco dei valori di democrazia e legalità». Un allarme condiviso anche da Luca Gasperini, assessore ai Lavori pubblici del Municipio VIII, che definisce il clima attuale come «insostenibile».

La risposta del Partito: «Tutti in piazza sabato»

Il Partito Democratico romano ha deciso di non restare a guardare. Il segretario del PD Roma, Enzo Foschi, esprimendo solidarietà ai militanti locali, ha lanciato un appello alle forze dell’ordine affinché i responsabili vengano individuati al più presto.

Per rispondere all’odio con la partecipazione, è stata indetta una mobilitazione ufficiale:

L’appuntamento: Sabato 28 febbraio, alle ore 11:00, è previsto un presidio di solidarietà proprio davanti alla sede di viale di Tor Marancia.

«A chi pensa di fermarci diciamo con chiarezza che nessuno di noi ha paura», ha dichiarato Foschi, invitando tutti i cittadini e i democratici a partecipare per ribadire che il circolo resterà un “presidio di democrazia” aperto al territorio.

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