Marche

«Addio Tommy, sarai sempre con noi»

OSIMO Sulla sedia, la foto di Tommaso. Attorno, le rose bianche, i palloncini azzurri, bianchi e rosa, e un lenzuolo appeso con una scritta semplice “Ciao Tommy”. Nel cortile dell’istituto tecnico Corridoni , ieri mattina, centinaia di studenti vestiti di nero si sono stretti in cerchio per ricordare il loro compagno, Tommaso Bruciaferri, morto a soli 14 anni in un tragico incidente in moto, una enduro, proprio lungo il tragitto verso la scuola.

L’omaggio

L’istituto si è riempito di un silenzio intenso, spezzato solo dalle note di Destri di Gazzelle, scelte dai compagni come colonna sonora di un addio che nessuno avrebbe voluto vivere. Un po’ prima, al piazzale San Carlo, un gruppo ristretto di amici aveva fatto risuonare il rombo delle proprie moto: un saluto nel segno di quella passione che li accomunava e che ogni giorno faceva vibrare Tommaso di energia. Poi i motori si sono spenti, e tutti insieme, in silenzio, sono entrati a scuola.

Il sostegno

Nel cortile, ad attenderli, il circle time guidato da don Paolo Volpe: un momento di ascolto, di riflessione, di condivisione.

Venerdì mattina, al Corridoni Campana, la notizia della sua scomparsa era arrivata come una doccia gelida, a spegnere le ultime speranze che lo vedevano ancora ricoverato a Torrette, pur in condizioni gravissime. Le aule si erano improvvisamente zittite, come se il tempo si fosse fermato. «Ieri – ha raccontato la dirigente Milena Brandoni – i ragazzi sono stati eccezionali, commoventi. Sono loro ad insegnarci qualcosa». E in effetti, sono stati proprio gli studenti a dare il tono della giornata: nel cortile, nei corridoi, nelle classi dove hanno appeso cartelloni e pensieri per lui. “Ovunque tu sia, qui manchi”, “Tutto quello che non potrai più fare lo faremo noi per te”, “Ti vogliamo bene, sempre”.

Il cerchio è rimasto stretto a lungo, mentre i compagni di Tommaso leggevano le loro lettere d’addio. Nel pomeriggio, i social si sono riempiti di messaggi, foto e parole d’affetto: amici, insegnanti, ex compagni, genitori. Un’onda di ricordi che da Osimo è arrivata fino ad Ancona, dove Tommaso aveva vissuto con la mamma Supy, il papà Alessandro e la sorellina Victoria e aveva frequentato le scuole elementari e medie. «Solo l’amore – ha concluso la dirigente – può dare un piccolo sollievo a un dolore così straziante. E oggi i nostri ragazzi lo hanno dimostrato con la loro profondità e la loro sensibilità».




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