Scienza e tecnologia

Addio al vecchio Telepass: basterà lo smartphone per pagare il casello

Per anni il Telepass ha rappresentato un piccolo rito quotidiano sulle autostrade italiane: una scatolina grigia, quasi un telecomando fuori tempo massimo, che però apriva il casello senza fare domande. Bastava attaccarla al parabrezza e dimenticarsene, adesivo unto compreso.

Oggi quel gesto familiare rischia di scivolare nel passato. La statunitense MobiQ, parte del gruppo Denso, propone un sistema che affida allo smartphone il ruolo di biglietto, portafoglio e dialogo diretto con le infrastrutture. E non vediamo l’ora di vederlo anche in Italia.

Dallo scatolino al telefonino

La novità ruota attorno a un’amplificazione criptata del segnale RF che permette allo smartphone di comunicare con l’arco del casello. Il passaggio avviene in tempo reale, con un addebito immediato e senza i tradizionali sistemi di lettura dei transiti e archiviazione.

Il telefonino anticipa anche le informazioni utili: distanza dal casello, costo del pedaggio e condizioni del traffico. Un approccio che integra funzioni già presenti nel dispositivo, dal tracciamento delle attività digitali alla gestione della posizione.

Per i gestori delle infrastrutture l’eliminazione dei passaggi amministrativi rappresenta un vantaggio concreto: il pagamento risulta subito verificabile e contabilizzabile, senza bollette successive né necessità di leggere targhe o conservare dati di transito.

Un mondo in cui tutto comunica

Il sistema si inserisce nell’ecosistema V2X, in cui veicoli e infrastrutture dialogano tra loro. Il casello, il semaforo, il controllore e la piattaforma di gestione entrano nella stessa conversazione, collegati al conto corrente registrato sullo smartphone.

Insomma, tutto un bel futuro, ma al momento non ci sono date certe per l’Italia, solo certezza che la tecnologia esiste e che indubbiamente farebbe comodo anche agli automobilisti tricolore.

Del resto non sarebbe certo la prima volta che una nuova tecnologia manda in pensione quella precedente e nel 2026, con tutta la tecnologia che c’è in auto e sugli smartphone, uno “scatolotto” da attaccare al cruscotto suona in effetti anacronistico.

Forse il vero cambiamento non riguarda il pedaggio, ma la familiarità che perdiamo con certe abitudini quando tutto si sposta dentro un’unico dispostivo che teniamo sempre in tasca.


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