Addio al tremore senza bisturi: la rivoluzione degli ultrasuoni al Besta. Efficace contro il Parkinson, promettente contro tumori cerebrali e Alzheimer
È a tutti gli effetti un’operazione al cervello, ma senza bisturi e anestesia generale, in grado di eliminare i tremori invalidanti. Il paziente non subisce alcuna incisione, rimane sveglio per tutta la procedura e può godere dei risultati praticamente in tempo reale. Quello che sembra un miracolo della medicina moderna è invece la realtà quotidiana all’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, che ha appena inaugurato una nuova evoluzione della MRgFUS (Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound), una tecnica a ultrasuoni focalizzati guidati dalla risonanza magnetica per il trattamento dei disturbi del movimento, in particolare il tremore essenziale, la malattia di Parkinson e alcune forme di dolore neuropatico, e che, grazie al nuovo sistema più evoluto Exablate Prime, viene sperimentata per contrastare i tumori cerebrali e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.
“La tecnica trasforma gli ultrasuoni in un precisissimo strumento chirurgico invisibile, come un piccolo bisturi di pochi millimetri che agisce senza tagliare la testa”, spiega Roberto Eleopra, direttore del Dipartimento di Neuroscienze Cliniche del Besta. Il cuore della procedura è un casco speciale, simile a quello di un parrucchiere, fissato al cranio in anestesia locale. Sotto la guida costante della risonanza magnetica, l’equipe medica — composta da neurologo, neurochirurgo e neuroradiologo — calcola le coordinate esatte del bersaglio.
“È come una battaglia navale sulla risonanza”, racconta Eleopra. “Individuiamo le zone del cervello che non funzionano bene, come se fossero un file del computer corrotto che blocca l’intero sistema. Eliminarle permette al cervello di tornare a funzionare regolarmente”. La sicurezza è ai massimi livelli grazie al monitoraggio in tempo reale: prima di effettuare la lesione definitiva a 55 gradi, i medici effettuano un riscaldamento di prova. “Scaldiamo la zona per 10-15 secondi per verificare l’effetto: se il tremore si blocca e il paziente non avverte formicolii o difficoltà di parola, sappiamo di essere nel posto giusto e procediamo”.
Il passaggio al sistema Prime ha rivoluzionato l’esperienza del paziente. Se prima l’intervento durava oltre tre ore, oggi si completa in circa un’ora e mezza. Nonostante sia un atto chirurgico che richiede il ricovero, gli effetti collaterali sono minimi e transitori, come una breve sensazione di “montagne russe” o un leggero mal di testa durante l’erogazione degli ultrasuoni. I dati confermano l’efficacia: “L’85% dei pazienti trattati per tremore essenziale non presenta più sintomi dopo un anno, e la percentuale resta altissima anche a cinque anni di distanza”, sottolinea Eleopra.
Ma la MRgFUS non serve solo a “bruciare” i focolai della malattia. Utilizzata a bassa frequenza, questa tecnologia apre una nuova frontiera: rendere permeabile la barriera emato-encefalica. “È un passaggio rivoluzionario”, spiega l’esperto. “Permette a chemioterapici, farmaci innovativi o persino cellule staminali di raggiungere aree del cervello altrimenti inaccessibili”. Al Besta questa applicazione è già realtà sperimentale per 24 pazienti con glioblastoma e si studia il suo impiego per degradare le proteine tossiche tipiche dell’Alzheimer o per colpire i focolai dell’epilessia.
Con oltre 400 procedure eseguite dal 2019, il Besta punta ora a trattare oltre 130 pazienti all’anno, consolidandosi come il primo centro in Europa a integrare questa tecnologia in una sala operatoria con risonanza magnetica.
Valentina Arcovio
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