Basilicata

Addio al regista Giancarlo Cauteruccio

Si è spento il regista Giancarlo Cauteruccio, artista calabrese e pioniere del teatro multimediale italiano. L’eredità del suo sguardo creativo resta viva


«Il teatro è visione, non ripetizione» — amava dire Giancarlo Cauteruccio. E quella visione, fatta di luce, spazio e linguaggio, lo ha accompagnato fino all’ultimo giorno, lasciando un’eredità che supera la scena per entrare nel paesaggio culturale della Calabria e dell’Italia intera.
È morto oggi, domenica 11 gennaio 2026, a Cassano allo Ionio (CS), il regista, scenografo e attore Giancarlo Cauteruccio: nato il 2 luglio 1946 a Marano Marchesato (Cosenza) aveva poi vissuto per decenni a Firenze, dopo esserci arrivato all’età di 19 anni.

MORTO A CASSANO ALLO IONIO GIANCARLO CAUTERUCCIO

Nato nel cuore del cosentino Cauteruccio è stato tra i protagonisti più innovativi della ricerca teatrale italiana degli ultimi decenni. Fondatore e anima del Teatro Studio Krypton, ha unito avanguardia e architettura, tecnologia e poesia, costruendo spettacoli in cui il linguaggio visivo dialogava con la parola in un equilibrio raro e potente.

UNA CALABRIA DI LUCE E DI SEGNI

Sebbene la sua carriera si sia sviluppata soprattutto a Firenze, dove Krypton ha trovato casa negli spazi di Lastra a Signa, Cauteruccio non ha mai reciso il legame con la sua terra. Nei suoi lavori e nei suoi racconti tornavano i paesaggi calabresi, le geometrie delle coste, le voci arcaiche del Sud. Negli ultimi anni aveva riportato il teatro anche tra i borghi e le architetture della sua regione d’origine, trasformando ruderi e piazze in scenografie naturali.

Il suo era un teatro che cercava la luce, in senso letterale e spirituale. Le scenografie luminose, l’uso delle proiezioni, la ricerca sonora e visiva facevano del suo linguaggio una forma d’arte totale, dove la Calabria si rifletteva come un’eco lontana di infanzia e mito.

L’EREDITÀ CHE LASCIA GIANCARLO CAUTERUCCIO

Con la sua scomparsa se ne va un artista che aveva saputo reinterpretare la tradizione teatrale italiana in chiave contemporanea, unendo sperimentazione, ricerca estetica e tensione civile. Ma restano i segni del suo passaggio: i suoi allestimenti, le installazioni urbane, e soprattutto il suo insegnamento a generazioni di artisti e tecnici della scena.

La Calabria culturale lo saluta come uno dei suoi figli più visionari, un uomo che ha fatto del teatro un laboratorio di identità e futuro. E la sua voce — quella di chi credeva che la scena potesse ancora essere spazio di trasformazione — continuerà a risuonare, come una luce che non si spegne.

IL RICORDO DELLA SINDACA DI SCANDICCI

«È con grande tristezza e commozione che ho appreso la scomparsa del maestro Giancarlo Cauteruccio, uomo, artista, amico che ha contribuito alla crescita culturale della nostra città e di tanti giovani che grazie a lui, e al lavoro fatto con la Compagnia Kripton al Teatro Studio, hanno scoperto il teatro contemporaneo, la ricerca di nuovi linguaggi, il teatro come modo di essere e di interpretare il mondo». Così Claudia Sereni, sindaca di Scandicci (Firenze), città del Teatro Studio.
«Ci ha lasciato nella sua amata Calabria dove si terranno i funerali – prosegue Sereni -. Faremo presto insieme al fratello Fulvio Cauteruccio una giornata in sua memoria qui a Scandicci».


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