Addio a Ornella Vanoni. Una voce inconfondibile, autoironia e quella notte in piazza Grande

Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Ornella Vanoni. La cantante si è spenta ieri sera, 21 novembre, nella sua abitazione di Milano. Fatale un malore improvviso poco prima delle 23. I soccorritori del 118 sono arrivati quando la cantante si era già spenta. Vanoni è stata una delle più grandi interpreti italiane, ha venduto oltre 55 milioni di dischi e con la sua spiccata autoironia era riuscita anche a conquistarsi un ruolo di spicco nella tv, tant’è che dal 2024 era tra gli ospiti fissi del programma “Che tempo che fa”, condotto da Fabio Fazio.
Nelle ultime interviste aveva spesso fatto riferimento alla sua morte: “Non ho paura. Capirò quando sarà il momento di andarmene, quando sarò inutile alla vita e la vita sarà inutile a me. Non voglio fare come mia zia, che ha vissuto fino a 107 anni: un tormento”.
Otto volte a Sanremo e due premi Tenco
Ornella Vanoni, come riporta Today, è l’unica artista donna ad aver conquistato due volte il Premio Tenco. Inoltre ha preso parte a otto Festival di Sanremo. Nel 1968 ha raggiunto il secondo posto con Casa bianca, mentre in tre occasioni si è classificata quarta: nel 1967 con La musica è finita, nel 1970 con Eternità, nel 1999 con Alberi). La sua ultima gara risale al 2018, quando si è esibita con Bungaro e Pacifico in Imparare ad amarsi, brano arrivato quinto. È poi tornata sul palco dell’Ariston come ospite nel 2009, 2019, 2020, 2021 e 2023.
Chi era Ornella Vanoni
Nata a Milano il 22 settembre 1934, figlia di un industriale farmaceutico e di una madre severa ma appassionata d’arte, è stata prima attrice che cantante. A soli 19 anni si iscrive all’Accademia del Piccolo Teatro di Milano, diventando presto l’allieva prediletta (e compagna) del regista Giorgio Strehler. Il debutto nel 1956, con “Sei personaggi in cerca d’autore” di Luigi Pirandello. Ma sarà il suo modo graffiante e anticonvenzionale di interpretare le canzoni della malavita meneghina – ballate ispirate alla cronaca nera e all’anima popolare – a farla notare nel panorama musicale, con la pubblicazione del primo disco nel 1958 per Ricordi.
Dopo la fine della relazione con Strehler, incontra Gino Paoli, con cui condivide una storia d’amore travagliata ma artisticamente feconda. Da questo incontro nascono brani leggendari come Senza fine e Che cosa c’è, ma anche il primo grande successo commerciale, Cercami, pubblicato nel 1961.
Dopo aver lasciato la Ricordi e successivamente la Ariston, fonda una propria etichetta discografica, la Vanilla, anticipando i tempi sull’autoproduzione. Nel 1976 realizza con Toquinho e Vinícius de Moraes uno degli album più raffinati della sua carriera: La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria, ancora oggi considerato un capolavoro della nostra musica, tanto da essere incluso tra i 100 dischi più belli secondo la rivista “Rolling Stone”. È l’inizio di un amore profondo per la musica brasiliana, che la accompagnerà per tutta la vita.
Festeggia i 50 anni di carriera con grande stile: un concerto in piazza Duomo a Milano davanti a 35.000 persone nel 2008, duetti con artisti di tutte le generazioni in Più di me” e un doppio disco dal vivo con Paoli. Il brano L’appuntamento, riscoperto grazie al film Ocean’s Twelve, torna a scalare le classifiche.
Ornella Vanoni ad Arezzo
A settembre del 2019 l’artista chiuse con stile, eleganza e ironia la suggestiva serata di Pinkheart, l’evento voluto da Sugar e da Ermanno Scervino per raccogliere fondi a favore di Andos, l’associazione che riunisce le donne operate al seno, cui la Vanoni era molto legata. “Sì, mi chiamo Ornella da sempre, me lo ricordo e se volete vi canto una canzone che ho scritto io” disse davanti a una piazza Grande gremita, con oltre 4mila persone sulle tribune. Poi partirono le note di Rossetto e cioccolato, con quella splendida e intramontabile voce che resterà per sempre il suo marchio di fabbrica.
3 minuti di lettura
Source link




