Liguria

Addio a Luiso Sturla, il maestro dell’Informale che portò Chiavari nel mondo – Lavocedigenova.it


Il mondo dell’arte piange la scomparsa di Luiso Sturla, uno dei più autorevoli e raffinati interpreti della pittura informale italiana. L’artista si è spento a 95 anni nella sua Chiavari, dove era nato nel 1930 e dove era tornato a vivere stabilmente dal 2014, dopo un lungo viaggio artistico che lo ha visto protagonista nelle grandi capitali della cultura contemporanea.

Il percorso di Sturla era iniziato ad appena vent’anni, nel 1950, con la fondazione del “Gruppo del Golfo”, per poi proseguire con l’adesione al Movimento Arte Concreta (MAC). Ma è la fine degli anni Cinquanta a segnare la svolta decisiva: la sua pittura abbraccia l’arte informale, una ricerca fatta di gesto, istinto e tensione cromatica che non abbandonerà più.

Il 1960 è l’anno della consacrazione internazionale. Il trasferimento a New York porta Sturla a contatto con l’Espressionismo Astratto, la sua arte si contamina con Michael Goldberg e con i poeti della Beat Generation come Gregory Corso. È un’esperienza che fonde la sensibilità ligure con l’energia della metropoli americana, creando una cifra stilistica unica, rigorosa e coerente.

Nonostante il successo a Milano e le mostre promosse dalla Olivetti in Argentina, il legame con il Tigullio è rimasto una costante. Chiavari lo ha celebrato a più riprese, con le grandi mostre a Palazzo Rocca (1985, 2000 e l’ultima nel 2021 per i settant’anni di carriera), mentre Genova gli ha reso omaggio con una imponente antologica a Palazzo Reale nel 2011.

Con la morte di Sturla, l’arte italiana perde un maestro capace di guardare oltre confine senza mai smarrire le proprie radici. Lascia un’eredità fatta di tele vibranti, dove il colore non è mai solo decorazione ma una forza viva e drammatica.

 

I.R.




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