Trentino Alto Adige/Suedtirol

Adamello, distrutta dalle fiamme Capanna Lagoscuro: ipotesi fulmine – CRONACA



Nella serata di ieri, mercoledì 10 giugno, un incendio ha completamente distrutto Capanna Lagoscuro, in Adamello, a 3.100 metri di quota, in provincia di Brescia, sul confine con il Trentino.

Le fiamme, altissime, erano visibili anche dall’abitato di Ponte di Legno.

Sulla zona si era scatenato un violento temporale con centinaia di fulmini caduti e molto probabilmente uno di questo ha colpito il bivacco che è stato ridotto in cenere.

Quando le condizioni meteo lo hanno consentito, da Sondrio si è alzato in volo l’elicottero e contemporaneamente sono iniziate le operazioni di da parte dei vigili del fuoco e la contemporanea mobilitazione degli Amici di Cima Lagoscuro che gestiscono la struttura.




Il bivacco non era soltanto un punto di riferimento per gli alpinisti o un ricovero d’alta quota ma era un vero e proprio monumento a più di 3.000 metri di altitudine, custode dell’identità e della memoria della nostra comunità e del nostro territorio.

Ricostruzione fedele di una baracca della Prima guerra mondiale, la capanna faceva parte del complesso militare d’alta quota che ospitò gli Alpini durante i durissimi anni della guerra bianca in Adamello, rappresentando ancora oggi testimonianza tangibile del loro sacrificio e del loro coraggio.




In una nota, il Comune di Ponte di Legno scrive: «In questo momento di perdita è doveroso ricordare la figura di Giovanni Faustinelli, che di questo luogo è stato l’anima, abitando la capanna in solitudine e lavorando per anni con dedizione instancabile alla cura e al mantenimento della struttura.

L’amministrazione comunale di Ponte di Legno esprime la massima vicinanza e solidarietà all’associazione Amici di Capanna Lagoscuro, al presidente Andrea Faustinelli, a tutti i soci ed ai volontari che negli anni si sono dedicati con passione e spirito di servizio alla custodia e alla manutenzione di questo luogo di Memoria.

Si garantisce fin da ora il pieno sostegno affinché questo importante simbolo della nostra identità possa rinascere».

Foto: Simone Brunelli

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