Umbria

Acquedotti, l’Umbria punta a 142 milioni di fondi statali per una serie di progetti strategici


di Daniele Bovi

Valgono in tutto oltre 140 milioni di euro – per la precisione 141,6 – i progetti candidati dall’Auri (l’Autorità umbra rifiuti e idrico) al Piano nazionale per la sicurezza del settore idrico. Come spiegato in una delibera approvata giorni fa dal consiglio direttivo dell’Autorità, si tratta di interventi considerati urgenti e prioritari che puntano a rafforzare la tenuta dei sistemi acquedottistici regionali di fronte alla siccità e agli effetti dei cambiamenti climatici.  In generale l’obiettivo comune è rendere più sicuro l’approvvigionamento, ridurre le perdite lungo le reti e superare alcune fragilità strutturali che negli ultimi anni si sono manifestate in modo sempre più evidente, soprattutto nei periodi di scarsità di acqua.

I progetti Le proposte riguardano l’intero territorio umbro e sono state presentate dai tre gestori del servizio idrico. La quota più consistente delle risorse è destinata al potenziamento della resilienza delle reti di distribuzione idrica, con un investimento complessivo di 60 milioni di euro. Il progetto interessa diversi comuni umbri, tra cui Sigillo, Montone, Bastia Umbra, San Venanzo e Castiglione del Lago, e prevede la sostituzione di circa 137 chilometri di condotte ammalorate. L’intervento mira a ridurre in modo significativo le dispersioni lungo la rete – che rappresenta il problema chiave del sistema – e a recuperare una parte rilevante della risorsa oggi perduta, migliorando al tempo stesso l’affidabilità del servizio nei diversi territori coinvolti.

Il Ternano Nel territorio della provincia di Terni sono previsti due interventi distinti. Il primo riguarda il completamento funzionale dell’acquedotto Scheggino–Terria, con il collegamento di due pozzi al serbatoio di Terria attraverso una nuova condotta lunga circa 4,5 chilometri. L’opera ha un valore di 6,6 milioni di euro ed è finalizzata a ridurre il prelievo dai pozzi della conca ternana, considerati particolarmente vulnerabili. Il secondo intervento interessa l’interconnessione dei sistemi idrici ternano e amerino, con il completamento del collegamento verso il centro di Terni. In questo caso è prevista la sostituzione di una dorsale principale tra il serbatoio di Pentima e la città, per un importo complessivo di 8 milioni di euro, con l’obiettivo di migliorare la continuità del servizio e la capacità di risposta in caso di emergenze.

Chiascio Un altro progetto di rilievo riguarda il sistema idrico del Chiascio. L’intervento, dal valore di 10 milioni di euro, prevede il riordino dell’area del potabilizzatore attraverso la realizzazione di nuove vasche di accumulo e scambio, il rinnovo degli impianti di sollevamento e l’introduzione di soluzioni per ridurre i consumi energetici, anche mediante l’uso di fonti rinnovabili. L’obiettivo è rendere più efficiente il sistema e limitare il ricorso a prelievi da falda in aree di pianura che presentano criticità sia quantitative sia qualitative.

Valle Umbra Nella Valle Umbra è previsto un intervento da 26,2 milioni di euro dedicato all’ottimizzazione delle infrastrutture a servizio della rete di distribuzione di Foligno. Il progetto comprende la realizzazione di nuove interconnessioni tra le reti esistenti, la sostituzione di circa 7,2 chilometri di condotte, la posa di quasi 3 chilometri di nuove tubazioni e la costruzione di un nuovo serbatoio con una capacità di mille metri cubi. L’obiettivo, un questo caso, è garantire una maggiore capacità di riserva e una migliore gestione della risorsa, anche in presenza di criticità locali.

Potenziamento Sempre nella Valle Umbra è stato candidato un ulteriore intervento da quasi 31 milioni di euro per la rifunzionalizzazione e il potenziamento di alcuni assi portanti dell’acquedotto. Il progetto riguarda in particolare la linea di Giano dell’Umbria, l’adduttrice verso Bevagna e il miglioramento strutturale del serbatoio pensile di Montefalco. Il tutto per risolvere le principali carenze che si manifestano soprattutto nei mesi estivi e a rendere più stabile l’approvvigionamento idrico nell’area.

Le candidature Tutti i progetti, che vanno depositati entro martedì, sono stati classificati come a priorità massima e candidati nell’ambito del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico, lo strumento con cui lo Stato finanzia opere strategiche nel campo dell’acqua. Un Piano che  nasce per superare una gestione basata sulle emergenze e promuovere una programmazione di medio e lungo periodo, capace di tenere insieme sicurezza dell’approvvigionamento, tutela ambientale ed efficienza delle reti.

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