Molise

Acqua, tariffe anche sulle utenze pubbliche comunali. Paglione: “Gestione ingiusta e miope” | isNews

“Così si colpiscono gli enti e si tradiscono i territori che producono la risorsa”, denuncia il sindaco di Capracotta e presidente Uncem Molise


CAPRACOTTA. “L’ultima comunicazione di Grim ai Comuni, inviata solo per conoscenza a Egam, segna un punto di non ritorno e impone una riflessione politica seria su ciò che sta accadendo in Molise in materia di gestione dell’acqua pubblica”. È netta la presa di posizione di Candido Paglione, sindaco di Capracotta e presidente di UNCEM Molise, che interviene duramente sulla scelta di imporre contatori e tariffazione anche alle utenze pubbliche comunali.

“Nel mio ruolo di sindaco e di rappresentante del bacino dell’Alto Molise all’interno di Egam – prosegue Paglione – ritengo che si sia ormai superato ogni limite di ragionevolezza e di rispetto istituzionale nei confronti dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli, montani e delle aree interne”.

Nel mirino del primo cittadino la decisione di estendere la tariffazione a municipi, scuole, asili, sale comunali e strutture sportive. “L’idea di arrivare a imporre contatori e tariffazione anche alle utenze pubbliche comunali non è solo una forzatura tecnica: è una scelta politica sbagliata, miope e profondamente ingiusta. Dall’elenco mancano solo i contatori alle fontanelle pubbliche”, afferma.

Paglione parla di un “paradosso inaccettabile”: “I territori montani, che custodiscono le sorgenti e garantiscono l’esistenza stessa della risorsa idrica regionale, vengono trattati come semplici utenti da spremere fino all’ultima goccia. La montagna, che è a tutti gli effetti la fabbrica dell’acqua, non riceve alcun riconoscimento, alcuna compensazione, alcun ritorno per la funzione fondamentale che svolge nella tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. Al contrario, viene chiamata a pagare tutto, senza sconti e senza tutele”.

Secondo il presidente UNCEM Molise, “si tratta di una vera e propria imposizione da parte di GRIM, che pretende di esercitare un potere tariffario portato quasi al massimo, ignorando le esigenze dei Comuni e cancellando ogni principio di equità territoriale. Un approccio che assomiglia sempre più a una gestione autoritaria della risorsa idrica, lontana anni luce dallo spirito dell’acqua pubblica e dal rispetto dei territori”.

Da qui la richiesta formale di un intervento politico. “Per queste ragioni chiederò formalmente al Presidente di EGAM la convocazione immediata di una seduta straordinaria dell’Ente di Governo dell’Ambito del Molise. EGAM non può limitarsi a ratificare decisioni già prese: deve esercitare fino in fondo il proprio ruolo politico e istituzionale e difendere i Comuni, in particolare quelli più piccoli, delle aree interne e montane”.

Paglione non esclude un conflitto istituzionale: “Se questa linea dovesse essere confermata, non resterà altra strada che aprire una battaglia istituzionale senza ambiguità, perché l’acqua è un bene pubblico essenziale, non una merce e non uno strumento per fare cassa. Chi custodisce le sorgenti non può essere punito, e chi governa questa risorsa deve ricordare che senza i territori e le popolazioni che li abitano non esiste alcun servizio idrico da amministrare”.

Infine, la proposta avanzata come UNCEM Molise: “Riteniamo necessario avanzare una proposta chiara e ragionevole di compensazione territoriale. Chiediamo che dall’obbligo di installazione dei contatori e dalla conseguente tariffazione delle utenze pubbliche comunali siano esclusi i piccoli Comuni montani con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti. Sarebbe una forma minima ma significativa di riconoscimento per la funzione di tutela, salvaguardia e presidio delle risorse idriche che queste comunità svolgono quotidianamente a vantaggio dell’intero territorio regionale”.

“Un principio di equità territoriale elementare – conclude Paglione – che tiene insieme giustizia sociale, sostenibilità ambientale e coesione istituzionale”


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »