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Accordo di governo in Danimarca, Frederiksen riparte dalla Groenlandia

Mette Frederiksen guiderà per la terza volta la Danimarca. A oltre due mesi da elezioni vinte con il peggior risultato dal 1903, la leader socialdemocratica ha annunciato al re l’accordo per formare un governo di minoranza, le cui priorità sono state già illustrate. Ne faranno parte i partiti della precedente coalizione – oltre ai Socialdemocratici, i liberali di Venstre e i Moderati – che tuttavia, essendo usciti tutti indeboliti dall’ultima consultazione elettorale, hanno esteso l’alleanza alla Sinistra ecologista, seconda classificata nel voto di marzo, Anche così, peraltro, la coalizione di governo potrà contare solo su 82 seggi su 179 e avrà bisogno di un sostegno esterno, che secondo i media danesi potrebbe arrivare per lo più dall’Alleanza rosso-verde, più a sinistra del blocco di governo.

La formazione dell’esecutivo non è stata semplice, con un Parlamento molto frammentato: ben 12 partiti quasi tutti con meno di venti seggi. Un primo tentativo di Frederiksen di formare il governo è andato a vuoto, ma anche quello di dar vita a un esecutivo alternativo di centrodestra è naufragato rapidamente, riportando in campo come unica opzione per non tornare al voto l’esperta leader socialdemocratica, 48 anni, che si avvia così ad essere il primo ministro più longevo nella storia danese del dopoguerra, con una strada che molti vedono già tracciata per un futuro incarico internazionale di prestigio (per esempio alla guida della Nato).

È stata del resto proprio la statura internazionale acquisita da Frederiksen nella contrapposizione alle mire del presidente americano Donald Trump sulla Groenlandia il suo maggiore punto di forza elettorale, quello che ne ha frenato il sostanziale declino di popolarità.

E da qui la premier riparte: «Il governo – si legge nel documento che ne illustra l’agenda politica – rimarrà saldo su sovranità, integrità territoriale e il diritto all’autodeterminazione del Regno». Il che significa che sta a Danimarca, Groenlandia e Isole Faroe (le tre entità del Regno) decidere sul proprio futuro, come ha esplicitato lo stesso esecutivo, ribadendo poi il suo incrollabile sostegno all’Ucraina.

In campo economico, messa da parte la patrimoniale ipotizzata in campagna elettorale, il governo si impegna a una sterzata più a sinistra, in linea con il nuovo baricentro politico della coalizione. Per assicurarsi il sostegno dell’Alleanza rosso-verde, per esempio, l’esecutivo ha accettato di garantire cure dentistiche gratis ai cittadini sotto i dieci anni, trasporti pubblici gratuiti a tutti i minori di 22 anni e l’azzeramento dell’imposta sul valore aggiunto su frutta e verdura, secondo quanto riferito dalla stessa Alleanza. Più in generale, il programma punta a fronteggiare il costo della vita, vero e proprio tallone d’Achille di Frederiksen nella scorsa campagna elettorale.


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