Accordo commerciale Usa-Taiwan: dazi giù al 15% e le aziende dei semiconduttori investiranno 250 miliardi in Usa
Il Dipartimento americano del Commercio ha annunciato la firma di un accordo commerciale con il governo di Taiwan, che ridurrà i dazi imposti dall’amministrazione Trump sui prodotti taiwanesi dal 20% al 15%, allineandoli a quelli già previsti per i prodotti giapponesi ed europei.
In cambio, le aziende taiwanesi del settore dei semiconduttori si impegnano a “investire almeno 250 miliardi di dollari” negli Stati Uniti per sviluppare la produzione locale, e ulteriori 250 miliardi “per rafforzare l’ecosistema e la catena di approvvigionamento dei semiconduttori” nel Paese. Dove ha sede TSMC, il più grande produttore mondiale di chip per computer, che sta beneficiando della forte domanda globale dovuta al boom dell’intelligenza artificiale e proprio giovedì ha fatto sapere che intende aumentare la propria spesa in conto capitale di circa il 40% quest’anno, dopo aver registrato un aumento del 35% dell’utile netto nell’ultimo trimestre.
L’intesa è destinata a irritare la Cina, che considera l’isola una parte “sacra” e “indissolubile” il cui destino è la riunificazione anche con la forza, se necessario. Concetto ribadito pochi giorni fa dalla portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, che ha mandato a dire a Donald Trump che è “puramente un affare interno della Cina, la cui risoluzione spetta al popolo cinese, non tollerando alcuna interferenza esterna”. In un’intervista al Nyt, il tycoon aveva detto che tocca al presidente Xi Jinping valutare: “Lui la considera parte della Cina e spetta a lui decidere cosa farà. Ma gli ho detto che sarei molto insoddisfatto se lo facesse, e non credo che lo farà. Spero che non lo faccia”.
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