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Accordo commerciale Ue-Australia: cosa prevede

L’Unione europea e l’Australia hanno concluso nella notte, dopo otto anni, i negoziati per un accordo commerciale di libero scambio. L’intesa, che secondo Bruxelles è la quarta per importanza dopo Regno Unito, India e Mercosur, dovrebbe portare a un incremento del 33% nelle esportazioni europee verso Canberra, per un valore di 17,7 miliardi annui. I settori chiave con un forte potenziale di crescita includono i prodotti lattiero-caseari (che dovrebbero aumentare fino al 48%), i veicoli a motore (52%) e i prodotti chimici (20%). Inoltre, gli investimenti dell’Ue in Australia hanno il potenziale per crescere di oltre l’87%.

Ok al Mercosur

Tra i punti più sensibili del negoziato rientravano, ovviamente, alcuni prodotti agricoli: come il manzo, già al centro della recente partita con il Mercosur, su cui l’Unione europea ha accettato di aprire due contingenti tariffari per un totale di 30.600 tonnellate, che saranno gradualmente introdotti nell’arco di 10 anni a partire dall’entrata in vigore dell’accordo. Ben lontano dalle richieste australiane di una quota preferenziale da almeno 50.000 tonnellate.

Il nodo sul prosecco

Altra questione spinosa, e di diretto interesse per l’Italia, era quella del prosecco. Il compromesso trovato prevede che l’indicazione geografica dell’Ue «Prosecco» sarà protetta in Australia, ma i produttori australiani manterranno la capacità di usare Prosecco come indicazione di una varietà di uva nel territorio australiano, soggetto a un uso come varietà di uva e a un uso legato alle indicazioni geografiche australiane: il che dovrebbe rendere più visibile la differenza tra il vero Prosecco italiano e il vino australiano che usa una varietà di uva chiamata Prosecco. Inoltre, l’Australia si è impegnata a interrompere qualsiasi esportazione di quei vini dopo un periodo di dieci anni.

Parmigiano e pecorino

Per il «parmesan», non varrà la protezione garantita alla denominazione Parmigiano-Reggiano mentre il suo utilizzo sarà comunque disciplinato dal non utilizzo di grafiche, bandiere, simboli che riconnetterebbero quel prodotto a un’origine non italiana. Infine, per il Pecorino romano, l’uso sarà limitato al pecorino prodotto in Italia dopo cinque anni dall’entrata in vigore dell’accordo.

Introdotta la luxury car tax

Per quanto riguarda gli elementi industriali, invece, il punto più delicato dei negoziati riguardava una «luxury car tax» in vigore in Australia, ovvero un’imposta al 33% sull’importazione di veicoli al di sopra di una certa soglia di prezzo (tra gli 80 e i 90mila dollari a seconda dei modelli).

Il governo di Canberra si è impegnato, nell’ambito dei negoziati, ad aumentare tale soglia a 120.000 dollari australiani. Nonostante questo impegno non sia specifico all’Unione europea, Bruxelles stima che i veicoli elettrici dell’Ue saranno coloro che ne trarranno maggiore beneficio, con il 75% dei veicoli esportati che saranno esenti dalla tassa. Restano esclusi dall’accordo che azzera i dazi tra le due parti l’acciaio soggetto a misure di salvaguardia a livello Ue e alcuni prodotti agricoli sensibili (come il riso), su cui restano in vigore i dazi Mfn (nazione più favorita). Sui minerali critici, infine, previsto un capitolo dedicato per garantire accesso a litio e terre rare: tra le misure figurano non solo l’azzeramento dei dazi ma anche il divieto di restrizioni all’esportazione.


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