Marche

accoltellati due fratelli, portati in ospedale e abbandonati. Sono gravi


FERMO – Due fratelli algerini di 26 e 27 anni accoltellati sul lungomare in via Trieste, vicino Lido Tre Archi, entrambi ricoverati all’ospedale Murri di Fermo. Uno dei due è stato ferito al volto, ha un taglio sul sopracciglio e il viso arrossato, forse un’irritazione provocata da spray urticante al peperoncino; l’altro è ferito alla nuca e alla gamba.

Sarebbero stati accoltellati. Le loro condizioni di salute non sembravano eccessivamente gravi ma i medici non hanno sciolto la prognosi. Ed è mistero su diversi elementi della vicenda: un machete ritrovato, il gruppo di aggressori in fuga e un’auto che avrebbe accompagnato i feriti per poi sparire. È il triste bilancio della notte di sangue di giovedì notte giovedì in via Trieste, sul lungomare centro-nord portoelpidiense, ma tutto sarebbe iniziato da Lido Tre Archi.

L’allarme

A dare l’allarme sono stati i residenti, risvegliati dal frastuono hanno allertato la Polizia di Stato, una pattuglia era in zona ed è arrivata immediatamente, ma gli aggressori si erano già dileguati. Non è chiaro quanti fossero né cosa abbia scatenato la violenza. Secondo le prime informazioni, i fratelli sarebbe stata una faida tra coetanei. La Questura sta raccogliendo testimonianze ed esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per ricostruire i fatti e identificare i responsabili. Sono in corso accertamenti sul machete rinvenuto per stabilire se sia stato utilizzato nell’aggressione. Sul posto sono state rilevate tracce di sangue, al vaglio della polizia Scientifica.

Le ricerche

Le ricerche dei fuggitivi proseguono.

Un altro elemento da chiarire è l’automobile che avrebbe trasportato i due giovani fino alla sede della Croce Verde, dove sono stati soccorsi dai volontari. Il veicolo si sarebbe allontanato subito dopo averli lasciati. Chi era al volante e quale rapporto aveva con le vittime?

Comunque da via del Palo gli algerini sono stati trasferiti all’ospedale Murri di Fermo. La Questura sta verificando anche se siano regolari o irregolari in Italia. Sul movente tutte le piste restano aperte, compresa quella di un regolamento di conti negli ambienti dello spaccio di droga. È da accertare un eventuale collegamento con Lido Tre Archi: non si esclude che la vicenda possa avere avuto origine nel quartiere costiero di Fermo, prima di sfociare nell’aggressione a Porto Sant’Elpidio. Si tratta, per ora, di ipotesi investigative.

Proprio a Lido Tre Archi il tema della sicurezza è tornato al centro del confronto pubblico. Dopo l’assemblea del 20 ottobre al centro sociale, durante la quale il vicesindaco Mauro Torresi ha annunciato il ripristino del controllo di vicinato e l’intenzione di avviare un censimento nel quartiere, interviene Gabriele Voltattorni del comitato residenti Corta: «È importante che ciascuno collabori e rispetti le regole – afferma – quello che conta è che il lavoro consenta di conoscere la situazione degli immobili e di affrontare eventuali irregolarità».

Le occupazioni

Voltattorni richiama l’obbligo degli amministratori di tenere aggiornato il registro di anagrafe condominiale e segnala il rischio che alcuni appartamenti vengano occupati o subaffittati a persone diverse dagli intestatari dei contratti. «Servono collaborazione e controlli» dice il referente del comitato, e propone di valutare un servizio capace di favorire affitti trasparenti e valorizzare gli appartamenti per uso turistico. «A Lido Tre Archi la voglia di legalità è tanta tra le persone oneste, che sono la stragrande maggioranza. La sicurezza passa dal rispetto delle regole e dalla responsabilità di tutti» conclude Voltattorni.




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