Umbria

Accesso diretto alla banca dati della criminalità per garantire la sicurezza in città


La Polizia locale di Perugia potrebbe presto ottenere l’accesso ai database della sicurezza nazionale per le operazioni di sicurezza cittadina.

Il consiglio comunale ha approvato con 21 voti favorevoli e 5 astenuti un ordine del giorno urgente presentato dai consiglieri Antonio Donato e Alessio Nuzzo del Movimento 5 Stelle, che impegna l’Amministrazione ad attivarsi formalmente presso il Ministero dell’Interno, la Prefettura e la Questura per consentire ai vigili urbani l’accesso al Sistema d’indagine interforze (Sdi).

Un passo che, secondo i proponenti, colmerebbe un ritardo ormai inaccettabile per una città capoluogo di regione. “La Polizia locale concorre al mantenimento dell’ordine pubblico e della sicurezza – ha spiegato Donato in Aula – ma a oggi, non potendo accedere allo Sdi, non è in grado di verificare la situazione personale degli individui fermati, con la conseguenza di dover sempre rivolgersi alla Questura, allungando i tempi delle procedure”. Un limite che, in numerosi Comuni italiani, è già stato superato grazie a protocolli operativi con Prefetture e Viminale.

L’ordine del giorno impegna la giunta non solo ad avviare le interlocuzioni istituzionali, ma anche a definire un percorso tecnico con la Prefettura per la sottoscrizione di un protocollo che disciplini livelli di accesso, tracciature, formazione obbligatoria del personale e misure di sicurezza informatica. Fondamentale, in questo percorso, il coinvolgimento del Comandante della Polizia Locale per individuare gli operatori da abilitare.

Il dibattito che ne è seguito ha messo in luce, ancora una volta, le diverse sensibilità sul tema sicurezza. Nicola Paciotti (PD) ha espresso apprezzamento per un atto che punta a rafforzare l’operatività dei vigili, inserendosi nel “cambio di passo” impresso dall’Amministrazione comunale con iniziative come la nuova centrale operativa, l’implementazione della videosorveglianza e gli informatori civici. Pur sottolineando, però, che la vera emergenza rimane la carenza di organici delle forze dell’ordine, una responsabilità che Paciotti ha ricondotto al Governo nazionale.

Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo PD Lorenzo Ermenegildi Zurlo, per il quale la sicurezza rappresenta “il vero fallimento del Governo nazionale e dell’Amministrazione precedente”. Zurlo ha difeso l’approccio “integrato” della Giunta, che non si limita alla repressione ma coinvolge anche i servizi sociali, e ha rivendicato con forza la scelta di non dotare la Polizia Locale del taser, definito “uno strumento di tortura”.

Francesca Pasquino (PD) ha accusato l’opposizione di “gettare benzina sul fuoco della paura”, difendendo la strategia di medio-lungo termine della maggioranza e precisando che la sperimentazione del taser “si è conclusa e, visti gli esiti negativi, non è stata riproposta”.

Fabrizio Ferranti (Perugia per la sanità pubblica) ha invitato l’opposizione a votare l’ordine del giorno, visto che la finalità è comune: garantire maggiore sicurezza. Mentre Riccardo Vescovi (Anima Perugia) ha definito la proposta “concreta” e utile a migliorare la sicurezza in città.

Ben più critico l’atteggiamento del centrodestra e delle liste civiche di opposizione, che pur condividendo l’obiettivo finale hanno contestato il metodo. Margherita Scoccia ha sollevato un dubbio di carattere giuridico: “L’accesso allo SDI per la polizia locale richiederebbe una modifica del Titolo V della Costituzione, perché dovrebbe passare sotto la direzione del Ministero dell’Interno e non dei Comuni”. Scoccia ha lamentato la mancanza di un’audizione preventiva della comandante dei vigili e della Prefettura per valutare la fattibilità tecnica della richiesta.

Sulla stessa linea Edoardo Gentili (Forza Italia), secondo cui l’atto avrebbe richiesto un approfondimento in commissione che è mancato. “L’accesso allo SDI – ha detto – si lega alle dotazioni della polizia locale; senza strumenti adeguati si rischia di mettere in difficoltà gli agenti”. Per Gentili, la proposta stride con l’impostazione generale dell’Amministrazione, che ha eliminato il taser e non ha una linea programmatica chiara sulla sicurezza.

Nilo Arcudi (Perugia Civica) ha fotografato una situazione cittadina critica, con particolare riferimento a centro storico, Fontivegge e parchi pubblici, e ha invitato ad affrontare il tema “con determinazione, evitando generalizzazioni”. Chiara Calzoni (Perugia Civica) ha rincarato la dose: “La sicurezza è una delle principali preoccupazioni dei cittadini. Servono decisioni forti e coraggio politico, che oggi mancano”.

Augusto Peltristo (Forza Italia) ha ribadito le “visioni diverse” tra maggioranza e opposizione, sottolineando che l’accesso allo SDI dovrebbe accompagnarsi a dotazioni adeguate per gli agenti, come il taser.

Nella replica finale, Antonio Donato ha ribadito la bontà dell’iniziativa, finalizzata a rafforzare la collaborazione tra polizia locale e forze dell’ordine. E ha voluto lanciare un messaggio rassicurante ai cittadini: “La città non sta peggiorando, anzi il contrario. I dati forniti dagli organi preposti lo dimostrano, grazie soprattutto al profondo impegno di tutte le forze dell’ordine”.

Con l’approvazione dell’ordine del giorno, ora la palla passa alla Giunta, che dovrà attivarsi concretamente presso gli enti preposti. Ma il percorso, come emerso dal dibattito, si preannuncia irto di ostacoli tecnici e politici.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »