accertati 22 milioni, ma il Comune ne incassa 11

Il bilancio delle sanzioni amministrative per le violazioni al Codice della Strada traccia una fotografia molto chiara del rapporto tra i modenesi e le regole della viabilità, ma soprattutto chiarisce come queste risorse vengano reinvestite sul territorio. La Giunta Comunale, riunitasi il 25 marzo, ha approvato il consuntivo per l’anno 2025, certificando accertamenti complessivi per oltre 22 milioni di euro
Di questa cifra così imponente, tuttavia, la somma reale su cui il Comune può fare affidamento scende a quasi undici milioni di euro, a causa di un massiccio accantonamento di circa 11 milioni nel fondo crediti di dubbia esigibilità, una misura prudenziale e obbligatoria necessaria per assorbire l’impatto delle sanzioni non pagate dai contravventori
Questo tesoretto netto rappresenta comunque una risorsa fondamentale per l’ente, ed è vincolato per legge a specifici utilizzi legati esclusivamente al miglioramento della circolazione e della vivibilità urbana.
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Una voce di particolare rilievo all’interno di queste entrate è quella derivante dagli autovelox e dai sistemi di rilevamento della velocità, che nel corso del 2025 hanno generato proventi incassati per quasi 3 milioni di euro
La parte più consistente degli incassi netti, vicina agli otto milioni di euro, deriva invece dalle sanzioni stradali generali, di cui la metà esatta, pari a quasi quattro milioni, è obbligatoriamente vincolata a finalità di sicurezza urbana e stradale
Un’attenzione strutturale è rivolta proprio al corpo di Polizia Locale, vero motore di questi controlli: oltre 660mila euro sono stati destinati al Fondo del trattamento accessorio per finanziare istituti contrattuali cruciali come il progetto per l’efficienza del servizio notturno, la pronta reperibilità e l’indennità di turno per garantire una copertura capillare ventiquattro ore su ventiquattro
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