Accademia dei Georgofili, su ‘nuova Pac, servono chiarezza e meno burocrazia’ – Mondo Agricolo
“La nuova Pac 2028-2034 può essere
una grande opportunità per innovare l’attuale struttura”
dell’agricoltura toscana, “se stabilirà con chiarezza chi ha
diritto al sostegno economico, garantendo che le risorse
raggiungano effettivamente le aree rurali, interne e collinari,
snellendo la burocrazia e assicurando che le Regioni mantengano
un ruolo centrato e decisionale nella gestione e
nell’adattamento della Pac”.
Lo afferma in una nota l’Accademia dei Georgofili, che oggi
con Confagricoltura Toscana ha promosso il convegno ‘Agricoltura
Toscana 6.0. La politica del fare’.
La Toscana, secondo i Georgofili, “rappresenta un modello
agricolo avanzato in Europa, dove l’identità territoriale si
fonde con l’alta qualità delle produzioni, in un legame
indissolubile con la cultura e il paesaggio. Purtroppo, con 12,4
ettari di dimensione media delle superfici agricole coltivate,
esiste una forte frammentazione aziendale che limita l’accesso
al reddito”.
A questo, si legge ancora nella nota, “si aggiunge la
volatilità dei mercati, le tensioni geopolitiche internazionali
e gli effetti di eventi climatici estremi per cui le sfide
dell’agricoltura sono molte. Tanto più che l’età media degli
agricoltori è alta, mentre il loro livello di istruzione è
piuttosto basso: serve dunque un ricambio generazionale che
porti ad un maggiore trasferimento dell’innovazione in campo.
L’adozione di nuovi strumenti tecnologici digitali serve per
migliorare performance produttive e di sostenibilità, ma è
necessaria anche l’aggregazione e la cooperazione di tutti gli
attori della filiera per contrastare pratiche sleali e
migliorare l’equa distribuzione del reddito”.
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