Abbracciare il caos e l’incertezza è la chiave per comprendere Tokyo
Andare a spasso nelle strade di Tokyo? Impresa affascinante ma anche complessa e che rischia di disorientare profondamente. Tokyo è una metropoli di proporzioni eccezionali per gli standard europei e non solo, con oltre 30 milioni di abitanti. Il concetto di quartiere lascia spazio a quello di nuclei urbani delle dimensioni di una grande città italiana. Tanti nuclei, con stratificazioni storiche differenti, che si intersecano, irrorati dalla linfa vitale del tentacolare sistema di trasporto pubblico. Come scrive l’urbanista giapponese Jinnai Hidenobu nella prefazione a Entropic Tokyo, volume scritto dall’architetto Lorena Alessio (LetteraVentidue Edizioni), si rimane sconvolti dall’impossibilità di decifrare Tokyo, così diversa dalle metropoli occidentali, secondo i parametri ai quali siamo abituati. Il disordine sembra regnare sovrano, tra mega grattacieli, casette basse, viuzze e boulevard infiniti. L’apoteosi: lo Shibuya Crossing.
Tra Roppongi e Azabudai
Uno dei percorsi possibili di esplorazione di un agglomerato che nei secoli ha cambiato tante volte identità – rubando e cedendo territorio e prospettive urbanistiche al vasto e profondo sistema idrico che secoli fa faceva assomigliare il territorio a una sorta di Venezia o di Amsterdam d’Oriente – potrebbe dunque partire tra Roppongi e Azabu. Ovvero tra i complessi immobiliari di Roppongi Hills e Azabudai, che integrano spazi museali, uffici, giardini, aree dedicate al culto religioso, ristorazione e shopping di livello. Siamo a un tiro di schioppo dalla Tokyo Tower, e da numerosi siti religiosi, buddisti e shintoisti. Si tratta di esempi urbanistici della nuova Tokyo anni 80 che accelera sulla dimensione verticale su iniziativa del Gruppo Mori e offre al visitatore eccezionali esperienze panoramiche. Per trovare le ultime realizzazioni urbanistiche della Tokyo ultramoderna ci si può recare nell’area – non troppo distante da Roppongi – della Takanawa Gateway Station, dove è in corso una profonda rigenerazione urbana all’insegna dell’hi-tech avanzato (robotica e intelligenza artificiale per le varie funzioni civili) a cura del gruppo JR East Rail.
Alla ricerca dell’antica Edo
Ma, come sottolinea Jinnai, dove ritrovare lo spirito machizukuri, ovvero l’essenza di quella comunità di vicinato che ha ripreso e consolidato ciò che per secoli ha costituito uno degli assi portanti della vita quotidiana di Edo, come Tokyo si chiamava una volta, e che ancora affiora tra grattacieli, complessi immobiliari, vicoli stretti e case basse in legno che si alternano a santuari, tempi e aree cimiteriali, nel cuore della megalopoli? E così, come ricorda Lorena Alessio, torna utile il concetto di entropia in chiave positiva per comprendere la complessità e, se vogliamo, il disordine affascinante di Tokyo, che resta – come messo in evidenza nel recente film di Wim Wenders Perfect Days – città a servizio dell’uomo e della bellezza anche nelle funzioni più semplici (dai bagni pubblici di design alla miriade di kombini, quei piccoli e caldi negozietti che non lasciano mai soli).
Così l’entropia edokka diventa un fattore positivo, di stimolo alla conoscenza per il visitatore. E spinge, ad esempio, a esplorare l’area di Yanesen che raccorda Yanaka, Nezu e Sendagi, a nord del grande polmone di verde artistico e comunicativo di Ueno. I giapponesi classificano come shitamachi l’atmosfera rilassata e tradizionale di quest’area che conserva lo spirito del tempo, della tradizione, e che va visitata a piedi, gironzolando ancora una volta sulle onde dell’entropia. Jinnai ricorda altre aree di interesse per l’esplorazione urbanistica, come Komagome (ovvero la culla dei ciliegi) sulla linea di Yamanote, e Kita-Shinagawa sulla linea Keykiu. Interessante anche Jiyugaoka, a sud di Shibuya (linea Tokyu-Toyoko). Il sistema ferroviario, che allieta anche con le tante melodie associate ai convogli, è linfa vitale dell’area e merita esso stesso un’esplorazione entropica. Così come – transitando da Yokohama – è piacevole ammirare la Baia di Sagami da Kamakura, antica capitale ricca di testimonianze storiche e religiose. Dove i percorsi nei boschi sono sentieri dell’anima.
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