Veneto

A Venezia la Fiamma Olimpica arriva in gondola

La fiamma olimpica ha attraversato ieri la provincia di Venezia e il centro storico lagunare, concludendo la quarantaseiesima tappa italiana del suo percorso con l’accensione del braciere in piazza San Marco. Un evento seguito da migliaia di persone, tra cittadini e turisti, che ha unito terra e acqua in un lungo corteo simbolico, capace di trasformare Venezia in uno scenario olimpico sospeso tra tradizione, sport e attualità.

La giornata si è aperta al mattino a Stra, con l’arrivo della torcia a Villa Pisani. Da lì il fuoco di Olimpia ha proseguito il suo viaggio toccando Chioggia e Treviso, coinvolgendo amministrazioni locali, associazioni sportive e una vasta partecipazione di pubblico. A Chioggia il passaggio della fiamma ha assunto un valore simbolico particolare, segnando una tappa storica per la città e celebrando la presenza di atleti legati al territorio, tra cui campioni del canottaggio, della vela e della pallavolo. L’arrivo della torcia è stato accompagnato da manifestazioni di entusiasmo e da momenti istituzionali che hanno sottolineato il legame tra lo sport olimpico e le comunità locali.

Nel primo pomeriggio, intorno alle 14.30, la fiamma ha raggiunto Mestre, dove sono state predisposte chiusure temporanee al traffico e deviazioni per consentire il regolare svolgimento della staffetta. Il percorso urbano ha visto alternarsi una ventina di tedofori lungo circa quattro chilometri, partendo da via Pasqualigo, attraversando l’area della stazione ferroviaria e arrivando fino alla bioraffineria di Porto Marghera. In piazza Ferretto si è svolto uno dei momenti più significativi della tappa mestrina, con il tradizionale passaggio della fiamma tra due tedofori selezionati tra cittadini comuni, affiancati dalle autorità comunali. L’evento ha richiamato anche il ricordo di precedenti passaggi olimpici, rievocati da spettatori che avevano assistito a staffette storiche del passato.

Nel corso del tragitto a Mestre non sono mancate manifestazioni di protesta. Presso la bioraffineria di Porto Marghera alcuni attivisti hanno contestato la presenza di un partner industriale dei Giochi, denunciando l’impatto ambientale delle attività produttive. Le contestazioni si sono svolte senza interrompere il passaggio della fiamma, che ha proseguito regolarmente il suo percorso verso il centro storico.

Al tramonto la torcia ha fatto il suo ingresso nella Venezia storica, segnando l’inizio della parte più suggestiva e complessa della tappa. Il primo tedoforo lagunare ha preso in consegna la fiamma nei pressi del ponte della Costituzione, dando avvio a un itinerario che ha alternato tratti a piedi e via acqua. La staffetta si è snodata lungo fondamenta e campi cittadini, attraversando Santa Lucia, Fondamenta Scalzi, Lista di Spagna, campo San Leonardo, Fondamenta Ormesini e Strada Nuova, fino a raggiungere l’area di Rialto.

Lungo questo tratto la partecipazione del pubblico è stata costante e trasversale, con una presenza numerosa di famiglie, bambini e visitatori stranieri. Il passaggio dei tedofori ogni duecento metri ha scandito il ritmo dell’evento, mentre il calare della sera ha accentuato l’effetto scenografico della fiamma riflessa nell’acqua dei canali. Anche in centro storico si sono registrate proteste, in particolare da parte del Global Movement to Gaza, che ha organizzato presidi a Piazzale Roma, a San Samuele e lungo alcune fondamenta, chiedendo l’esclusione di Stati Uniti e Israele dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e denunciando la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Le manifestazioni non hanno impedito lo svolgimento della staffetta e non si sono registrati incidenti.

Uno dei momenti più seguiti si è svolto nell’area di Rialto, dove la fiamma è stata affidata ad Antonio Fantin, campione paralimpico di nuoto. Il suo passaggio ha suscitato una forte reazione del pubblico, che ha gremito campo San Bartolomeo trasformandolo in una vera e propria platea all’aperto. Il messaggio legato ai valori olimpici, espresso in forma indiretta nel corso dell’evento, ha richiamato il significato della condivisione, del cammino comune e della trasmissione simbolica di ideali tra generazioni. I tedofori che si sono alternati nella staffetta sono stati: Amedeo Tessitori, Gianluca Busio, e Sandra Truccolo atleta paralimpica di tiro con l’arco. A quest’ultima l’onore di accendere il braciere circondata dagli applausi e dal saluto del sindaco di Venezia.

Proprio da sotto il ponte di Rialto è iniziata la parte acquea della staffetta. I tedofori si sono imbarcati sulla bissona Serenissima, storica imbarcazione simbolo dell’identità veneziana, affiancata dalla Dodesona e da altre barche delle società remiere. Il corteo acqueo ha percorso il Canal Grande, offrendo uno spettacolo particolarmente suggestivo, con la torcia sollevata verso il cielo e il suo bagliore riflesso sull’acqua. Centinaia di spettatori hanno seguito il passaggio dalle rive e dai pontili, documentando l’evento con fotografie e video.

Dopo la curva davanti a Ca’ Foscari, le imbarcazioni hanno attraccato all’Accademia, consentendo un nuovo tratto a piedi attraverso campo San Vidal e Santo Stefano. Qui la fiamma è stata affidata a un ex schermidore olimpico, campione a squadre e figura storica dello sport italiano, cresciuto nel vivaio mestrino. Il suo coinvolgimento ha rappresentato un ponte ideale tra le Olimpiadi del passato e quelle future.

Il corteo ha quindi fatto ritorno in acqua, attraversando il Bacino di San Marco, passando per Punta della Dogana e l’isola di San Giorgio, fino a raggiungere l’Arsenale. Da qui è iniziato l’ultimo tratto a piedi lungo Riva degli Schiavoni, percorso sui masegni tra due ali di folla, in un’atmosfera di attesa e festa. Nonostante un ritardo accumulato rispetto alla tabella di marcia, il pubblico ha atteso l’arrivo in piazza San Marco senza disperdersi, animato da musica e intrattenimento sul palco allestito sotto l’Ala Napoleonica delle Procuratie.

L’accensione del braciere ha rappresentato il momento conclusivo della giornata. L’ultima tedofora, campionessa paralimpica di tiro con l’arco con un palmarès internazionale di primo piano, ha percorso l’ultimo tratto accompagnata da un corridoio umano fino al palco. L’atto simbolico dell’accensione è stato accolto da un lungo applauso e da manifestazioni di commozione, suggellando il passaggio della fiamma in laguna.

Nel corso della serata le autorità presenti hanno sottolineato la complessità organizzativa dell’evento, che ha richiesto un coordinamento articolato tra terra e acqua, e la capacità di Venezia di ospitare manifestazioni di grande richiamo internazionale. Subito dopo la conclusione della cerimonia sono iniziate le operazioni di smontaggio del palco olimpico, in vista dell’allestimento di quello dedicato al Carnevale, che si inserirà nel solco delle iniziative legate ai Giochi invernali.

Con la tappa veneziana, il Grande Viaggio della Torcia ha confermato il suo valore simbolico e mediatico, trasformando per un giorno calli, campi e canali in un palcoscenico olimpico diffuso. La fiamma ha lasciato la Laguna dopo aver acceso entusiasmo, emozione e dibattito, imprimendo un nuovo capitolo nella memoria collettiva della città.


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