Abruzzo

A Vasto un incontro per il “No” alla riforma della giustizia


Un incontro pubblico per discutere e sostenere il «No» alla riforma della giustizia proposta dal governo Meloni e dal ministro Nordio. L’appuntamento è in programma giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 17, nella Pinacoteca di Palazzo d’Avalos, a Vasto.

L’iniziativa è promossa dalla Società civile per il No della provincia di Chieti e dal comitato Giusto dire no, in vista del referendum sulla riforma della giustizia fissato per il 22 e 23 marzo. Un appuntamento aperto alla cittadinanza, pensato come momento di informazione e confronto su una riforma che, secondo i promotori, «indebolisce i diritti e altera l’equilibrio costituzionale dei poteri».

«Siamo di fronte a un intervento che rischia di compromettere l’autonomia della magistratura, ridurre le garanzie per i cittadini e trasformare la giustizia in uno strumento di potere anziché di equilibrio democratico», spiegano gli organizzatori, che invitano la cittadinanza a partecipare numerosa.

L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco di Vasto Francesco Menna, della coordinatrice provinciale della Società civile per il No Rosa Pia de Martino e di Maura Manzi, giudice civile del tribunale dell’Aquila e membro del coordinamento del comitato Giustodireno. «Vogliamo offrire ai cittadini strumenti di comprensione e consapevolezza su una riforma che incide direttamente sui principi fondamentali della Costituzione», viene sottolineato.

Il dibattito entrerà poi nel merito delle conseguenze concrete del referendum con gli interventi di Edmondo Bruti Liberati, magistrato ed ex procuratore della Repubblica di Milano ed ex presidente dell’Anm, di Bruno Giangiacomo, sostituto procuratore generale della Corte d’appello di Roma ed ex presidente del tribunale di Vasto, di Ciro Riviezzo, già presidente del tribunale dell’Aquila ed ex presidente dell’Anm, e della senatrice Valeria Valente. A moderare l’incontro sarà l’avvocata Concetta Nasuti, presidente di Codici Chieti e docente di discipline giuridiche ed economiche.

«In un momento storico in cui si tenta di riscrivere il rapporto tra politica e giustizia, vogliamo riaffermare un principio chiaro: la giustizia non è terreno di propaganda ma un pilastro della democrazia», spiegano i promotori. «Dire No a questo referendum significa difendere la Costituzione, l’indipendenza dei giudici e i diritti di tutte e di tutti».


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