Friuli Venezia Giulia

A Udine 70 pensionati per 100 occupati, è in top tre con i migliori pagamenti


Dopo una fase di contrazione durata quasi quindici anni, i numeri dei pensionati in Friuli Venezia Giulia sono tornati ad aumentare nell’ultimo triennio. Lo evidenzia nel suo ultimo report il ricercatore Ires Alessandro Russo. A Udine ogni cento posti di lavoro ci sono 68,8 pensionati, per un totale di 159mila e 560 persone, l’1,5 per cento in più rispetto al 2022 e il 4,4 per cento in meno rispetto al 2008 (un andamento sui 17 anni di poco distante da quello in regione, pari al 6.9 per cento in meno).

Pensionati più anziani

Russo nota anche come all’invecchiamento della popolazione dell’intero Paese si sia opposto, dal punto di vista legislativo, l’innalzamento dell’età pensionabile e per questo la percentuale di ultrasettantenni tra chi ha smesso di lavorare sia andata aumentando, invertendo il trend solo recentemente con la possibilità di deroghe alle norme sull’età. Al primo gennaio di quest’anno, ultimo aggiornamento dei dati Istat su cui si basa l’elaborazione, si parlava di circa 122mila under 70 in regione, quasi doppiati dai più di 234mila più anziani.

Il reddito

Nel 2024 il reddito medio pensionistico lordo in Friuli Venezia Giulia risultava pari a 24mila e 495 euro all’anno – più di duemila euro in più della media nazionale, pari a 22mila e 331 euro –. Il valore pone la nostra regione al terzo posto dopo Lombardia (24mila 872 euro) e Lazio (24mila 689). I redditi da pensione dichiarati a fini Irpef, aggiornati al 2023, ci danno la differenza tra i vari comuni: i valori medi più elevati sono a Sgonico (con 26mila 388 euro annui), Udine (25mila 789) e Pordenone (24mila 917). I peggiori, invece, sono tutti in provincia di Udine: si tratta di Savogna (15mila e 500 euro annui), Grimacco (15mila 491) e Drenchia (13mila 234) – tutti e tre, va notato, con numeri di pensionati sotto le duecento unità –. La classifica completa di quanto si paga in media nei diversi comuni è disponibile nel report.

“Valorizzare competenze delle generazioni mature”

“Lo squilibrio tra generazioni è particolarmente accentuato nella nostra regione – commenta il presidente di Ires Fvg Marco Pascolini – ma è ormai evidente anche a livello nazionale, tanto che dal 2027 è previsto il prossimo innalzamento dei requisiti relativi all’età del pensionamento. L’invecchiamento della popolazione e delle forze di lavoro continuerà ancora a ritmi sostenuti almeno per i prossimi 20 anni, finché anche le persone nate nella prima metà degli anni Settanta (quando il tasso di natalità non era ancora drasticamente calato) saranno andate in pensione. In prospettiva sarà pertanto sempre più importante valorizzare le competenze delle generazioni mature e garantire la formazione continua delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché siano in grado di affrontare l’innovazione tecnologica e la transizione digitale”, ha concluso.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »