Veneto

a terra resta un sedicenne “miracolato”


Ha rischiato di morire dopo una serata di festa con gli amici alla discoteca “Q” di piazza Insurrezione. Se si è salvato il merito è del personale medico che subito dopo l’allarme l’ha preso in cura e ha avviato tutta una serie di attività che di fatto l’hanno strappato ad un tragico destino. Il tutto per l’ennesima lite tra giovanissimi nata per futili motivi. Secondo la ricostruzione il tutto è nato nella notte tra il 31 maggio e il primo giugno attorno alle 2. Fuori del noto locale del centro cittadino allertati dai testimoni sono arrivati gli agenti della Questura e i sanitari del Suem 118. Questi ultimi hanno trovato a terra un ragazzino di 16 anni incosciente.

Dopo averlo stabilizzato i soccorritori l’hanno trasportato d’urgenza in ospedale. La diagnosi effettuata nell’immediatezza ha evidenziato una commozione cerebrale aggravata dalla frattura di un osso posto nella parte sinistra del cranio. Il sedicenne è rimasto in coma farmacologico per 45 giorni. Dall’attività investigativa posta in essere dagli investigatori della Questura, con il prezioso aiuto della videosorveglianza e delle testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti sarebbe stato un diciannovenne. E’ bastato un semplice cazzotto sferrato al volto per far traballare il sedicenne. La sorte ha voluto che nella caduta all’indietro il sedicenne sbattesse proprio la testa sullo spigolo di un marciapiede cagionando gravi lesioni. L’episodio è stato il drammatico epilogo frutto di una lite iniziata poco prima all’interno del locale di piazza Insurrezione.

Eppure doveva essere soltanto un momento di festa tra giovani che vivono nella Padova “bene” nel cuore della città. Tra due compagnie, però, si sono materializzate incomprensioni, forse uno sguardo sbagliato, una banale spinta, o uno sguardo non gradito ad una ragazzina della opposta compagnia. Quando il gruppo dei più giovani ha capito che le cose si stavano mettendo male, hanno deciso di allontanarsi dal locale per far rientro a casa. A breve distanza sono stati seguiti dai “rivali”. C’è stato lo scontro, il pugno, il sedicenne a terra immobile, il fuggi fuggi, l’arrivo dei mezzi di soccorso a sirene spiegate. E per pura fatalità non ci troviamo a piangere una giovane vittima. Le indagini della Questura sono cominciate in tempo reale. Gli aggressori e la banda rivale under 18 sono stati ascoltati dagli inquirenti. Resta da capire ora, per stilare il capo d’accusa, quali residui abbia lasciato la lesione patita in quella che doveva essere solo una serata di festa e allegria.


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