A Santa Giusta il 25 aprile con “Stop Colonizzazione Sardegna”: arte, dibattiti e musica per l’identità sarda
Santa Giusta
Il sesto “Atobiu” della rassegna culturale itinerante animerà la giornata con mostre, scambio di semi, interventi su ambiente e diritti, spettacoli per bambini e un lungo concerto finale
Santa Giusta ospita sabato 25 aprile il sesto “Atobiu” della rassegna culturale itinerante “Stop Colonizzazione Sardegna”, una giornata che intreccia arte, memoria, dibattito politico e musica dal vivo nel segno della resistenza e dell’identità sarda.
Si parte alle 10 in piazza Othoca con la mostra d’arte Resistente e Artigianato Sardo, realizzata in collaborazione con l’Associazione Gigantes, cui si affiancano uno scambio di semi antichi e piantine orticole — promosso dal progetto “Genuino Clandestino” e dalla “Casa dei Semi della Sardegna” — e il Tavolo Educazione della Rete Eco Sardegna.
Per i più piccoli, spazio anche allo spettacolo di bolle di sapone del Mago Biss, al secolo Fulvio Riu, in collaborazione con Tricirco.
Verso le 11.30 è in programma un momento di memoria collettiva: “Ammentos a Sa Battalla de Is Olias”, dedicato al Presidio degli Ulivi di Selargius, con la proiezione di un video di Nuragic e gli interventi di alcuni degli otto presidianti indagati dallo sgombero. A seguire, uno spuntino popolare solidale autogestito.
Il pomeriggio, a partire dalle 14.30, si aprirà con una serie di interventi su temi al centro del dibattito identitario e ambientale sardo. Silvia Spanu, del Gruppo Giuridico Popolare Sardo, parlerà di diritti violati; Bustianu Compostu, portavoce del Comitadu Sardigna Nonucle, affronterà il tema delle servitù militari, delle scorie e dell’inquinamento.
L’agronomo Maurizio Fadda ragionerà di colonialismo agricolo e sovranità alimentare, mentre sul fronte del colonialismo energetico interverranno Davide Fadda, presidente dell’Associazione Presidio Permanente del Popolo Sardo, e il comitato Bardianía de sa Nurra pro sa Sardinia, con un approfondimento sugli espropri dei terreni.
Il professore Bartolomeo Porcheddu e l’autore Alberto Secchi chiuderanno il giro di interventi parlando di colonizzazione culturale e linguistica e dell’impatto dei media sull’identità sarda.
In contemporanea, verso le 16, Elena Cannas — artista originaria di Cabras — porterà in scena per i bambini lo spettacolo teatrale “L’Albero dell’Abbondanza”.
La serata si trasformerà poi in festa con il “Cuntzertu Antikolonialista Solidale Pro Mamai Manna e Sa Libertade”, al via dalle 19. Sul palco si alterneranno numerosi artisti della scena musicale sarda: Chichimeca (Claudia Crabuzza, Fabio Manconi e Andrea Lubino), Francesco Piu, Joe Perrino, Alberto Balia, Mauro Usai, Fabrizio Bandinu, Carlo Sezzi, Gianni Cossu, i Tenores Ususule, Andrea Andrillo, Elisa Carta e Cisco Ogana, Ciccio Sardu, Stravy Paz, gli Emanquea, gli AnimaMala e Gopais in Crimini. Tra le novità, i QuaTernaC’inquina, band nata proprio al Presidio degli Ulivi e composta da Sandro Ullasci, Stefano Manca e altri musicisti che hanno sostenuto il presidio. A chiudere la notte, un dj set reggae con Rasta Juga (Pierre Obino) e Shakalaka.
“Per partecipare”, si legge in una nota diffusa dagli organizzatori, “è richiesto un contributo libero e consapevole a copertura delle spese e a sostegno dei progetti per la difesa dell’isola, dei diritti del popolo sardo e dell’arte indipendente che saranno presentati dagli organizzatori nel corso della giornata”.
Domenica, 12 aprile 2026
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