A Sanremo commuove Perdutamente, omaggio di Lauro ai ragazzi di Crans-Montana
È una maratona scandita dal metronomo Carlo Conti. Eppure Sanremo si ferma, e trattiene il fiato, quando sul palco immerso nel buio il soprano Valentina Gargano e un coro di venti elementi accompagnano Achille Lauro in un’interpretazione da brivido di Perdutamente, in omaggio alle vittime di Crans-Montana: è la canzone che la mamma di Achille Barosi, morto a 16 anni nel rogo, ha intonato accanto alla bara del figlio. «Se questa cosa può aver confortato anche solo una persona e aver fatto del bene, per noi era un dovere», dice Lauro.
È il momento più intenso della seconda serata del festival: la sfida per Carlo Conti è provare a invertire la rotta dopo gli ascolti in calo dell’esordio, 9,6 milioni e il 58% di share, tre milioni in meno rispetto al debutto dell’edizione 2025. Il direttore artistico si assume il rischio di aprire la serata con le Nuove Proposte, accompagnate sul palco da Gianluca Gazzoli. “Ho iniziato come canterete voi e ho vinto qui. Siete fortunatissimi, dimostrate chi siete, non abbiate paura e go go», è l’in bocca al lupo di Laura Pausini. Doppia sfida diretta, prendono il pass per la finale Filippucci con Laguna e Angelica Bove con Mattone. Gazzoli confessa un’emozione speciale: «Pochi mesi fa è mancata la mia mamma, e mi ritrovo a coronare il sogno della mia vita nel giorno del compleanno della mia mamma. La vita a volte ci lancia dei segnali e noi dobbiamo fermarci per coglierli: ogni tanto i sogni si avverano».
Sfilano 15 Big in gara: ad aprire le esibizioni è Patty Pravo, regale nell’abito di velluto rosso rubino, poi LDA e Aka7even, Enrico Nigiotti, Tommaso Paradiso, Elettra Lamborghini (disperata – e subito virale – per «i festini bilaterali» vicini al suo alloggio che non la fanno dormire), Ermal Meta (“i bimbi devono far rumore, non silenzio», dice alla fine del suo brano Stella stellina dedicato alle piccole vittime di Gaza), Levante, le Bambole di Pezza, Chiello, J-Ax, nayt, Fulminacci, Fedez & Masini, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga. A fine serata nella top five, senza ordine di piazzamento, entrano Tommaso Paradiso, Lda & Aka 7even, nayt, Fedez & Masini e Ermal Meta.
Achille Lauro, padrone del palco dove è stato quattro volte in gara, superospite fisso, ospite speciale e stavolta co-conduttore, emoziona l’Ariston anche in duetto con Pausini sulle note di 16 Marzo: «È stato un anno bellissimo, una magia». Si avvera anche il sogno del Coro dell’Anffas, l’Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, che dà nuova sostanza a Si può dare di più, classico del festival di Morandi-Ruggeri-Tozzi.
La co-co Pilar Fogliati entra nei panni di Uvetta, uno degli esilaranti personaggi del suo film Romantiche: la giovane e snob aristocratica romana che si crogiola nell’ozio finché non decide di lanciarsi nell’avventura di lavorare. «È pazzesco, siete bellissimi: la fate ogni anno questa cosa? È il vostro lavoro? Percepite del danaro per questa cosa?», chiede a Conti e Pausini.
La quota comicità è affidata soprattutto a Lillo: «Meglio fare tante cose male che una bene, questo è il mio motto». E gioca a fare il bravo presentatore, smontando gli stereotipi del ruolo, ‘benvenuti al festival’, ‘voltiamo paginà, ‘il prossimo cantante ci farà ascoltare una melodià. «Ma dove si deve esibire un cantante a Sanremo?» chiede. E Conti: «Al Teatro Olimpico?» alludendo alla gaffe dell’ex direttore di Rai Sport Paolo Petrecca alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Poi quando l’attore si prepara al leggio per un monologo da 28 minuti, da ‘Morte di un commesso viaggiatorè di Arthur Miller, Conti sbotta: «Ma no, per carità». Poi Lillo coinvolge anche la galleria in improbabili coreografie con nomi da periferia.
Vincenzo De Lucia torna nei panni di Pausini e scherza con il direttore artistico: «Lo so che è il tuo ultimo festival, poi passi il pacco a quell’altro lì», alludendo alla possibile staffetta con Stefano De Martino.
In un ideale passaggio di testimone con Milano Cortina, all’Ariston arrivano le campionesse Francesca Lollobrigida (“mamma d’oro», la definisce Conti, subito bersagliato da Selvaggia Lucarelli) e Lisa Vittozzi e i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli e Giuliana Turra. Forfait di Arianna Fontana, trattenuta a casa da 40 di febbre. «La cosa che mi piacerebbe di più – è l’appello di Bertagnolli – è avere il sostegno di tutta l’Italia, di tutto il pubblico, è una cosa che ci manca».
In quota omaggi, la nipote di Ornella Vanoni, Camilla Ardenzi, regala una potente versione di Eternità, in duetto virtuale con la nonna che le ha insegnato «a non pensarci troppo». Momento amarcord con il premio alla carriera a Fausto Leali, 82 anni orgogliosamente portati il prossimo 29 ottobre, che debuttò a Sanremo nel 1968 con Deborah in coppia con Wilson Pickett, quando il festival andava in onda in bianco e nero dal Casinò: Mi Manchi, Io Amo, è standing ovation e Lillo si inchina.
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