a Roma arriva il sistema hi-tech per “far viaggiare” il cuore
Un trend che si traduce in vite salvate, famiglie sottratte al dramma dell’attesa e una macchina sanitaria che dimostra efficienza e reattività nei momenti più critici.
Il sistema delle donazioni e dei trapianti di organi nella Regione Lazio mette a segno un’accelerazione storica, certificando un incremento record delle procedure chirurgiche e delle segnalazioni di potenziali donatori sia nel bilancio consolidato del 2025 sia nel primo semestre del 2026.
Un’inversione di tendenza che la sanità laziale ha deciso di blindare con il lancio della nuova campagna istituzionale “Solo un sì”, mirata a scardinare le ultime resistenze culturali sul fine vita.
Le tabelle statistiche elaborate dal Centro regionale trapianti – che ha la sua cabina di regia strategica all’interno dell’azienda ospedaliera San Camillo-Forlanini – descrivono una rete capace di ottimizzare ogni singola segnalazione e di ridurre i tempi morti tra il decesso clinico e l’ingresso in sala operatoria.
I numeri della svolta: balzo del 45% per i donatori effettivi
I dati emersi dal report regionale testimoniano la crescita strutturale del comparto. Nel corso del 2025, le segnalazioni di potenziali donatori nelle terapie intensive e nelle rianimazioni sono salite da 273 a 306, segnando un balzo del +12,1% su base annua.
Una dinamica virtuosa che ha trovato una clamorosa conferma nei primi sei mesi del 2026:
Le segnalazioni: Da gennaio a giugno, i potenziali donatori monitorati sono cresciuti del 20,9%.
L’efficacia della rete: I donatori effettivamente utilizzati per il prelievo degli organi sono aumentati del 45%.
I trapianti eseguiti: Questo combinato disposto ha permesso ai chirurghi di effettuare il 38% di trapianti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La mappa delle eccellenze poggia su cinque poli clinici autorizzati: il San Camillo-Forlanini, il Policlinico Umberto I, il Policlinico Gemelli, l’università di Tor Vergata e l’ospedale pediatrico Bambino Gesù. In queste sale operatorie si realizzano quotidianamente trapianti di rene, fegato, cuore, pancreas e polmone.
La rivoluzione dell’Ocs: il cuore batte fuori dal corpo
Dietro il boom dei numeri c’è anche un massiccio pacchetto di investimenti tecnologici promosso dalla Pisana per aumentare la sopravvivenza degli organi prelevati. La novità più rilevante è l’adozione del sistema di perfusione extracorporea (Ocs) per il trasporto del cuore, una tecnologia d’avanguardia utilizzata per la prima volta in tutto il Centro-Sud Italia.
A differenza dei vecchi contenitori refrigerati con ghiaccio, questo macchinario consente di mantenere il cuore in condizioni vitali e battenti durante lo spostamento da un ospedale all’altro, alimentandolo con sangue caldo e ossigenato.
Il dispositivo prolunga i tempi di conservazione e permette all’équipe medica di monitorare i parametri funzionali dell’organo prima del trapianto, azzerando quasi i rischi di rigetto immediato.
La sfida culturale contro il tasso di opposizione
Nonostante i successi, la strada è ancora in salita. Nel Lazio il tasso di opposizione alla donazione espresso dai familiari al momento del decesso resta superiore alla media nazionale.
Per questo la Regione ha schierato la campagna “Solo un sì”, affiancata dal nuovo Comitato regionale trapianti istituito nel 2025 con compiti scientifici e programmatori.
L’obiettivo è formare in modo ancora più incisivo il personale medico nel dialogo con i parenti nei momenti del dolore e spingere i cittadini a registrare in vita il proprio consenso (all’anagrafe o tramite la Asl). Un gesto semplice, un “sì” immediato che può cambiare il destino di centinaia di pazienti ancora iscritti nelle liste d’attesa.
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