a Rimini record regionale con +25%. In media giocati 2.775 euro

Rimini ha il record regionale nella crescita delle scommesse online, con un clamoroso +25,6%, 90 milioni in più dell’anno precedente. Di questi 44 si sono aggiunti a Rimini, 14 a Riccione e 14 a Bellaria, dove la crescita in un anno è stata superiore al 50%. La provincia di Rimini scala così la classifica del gioco online, diventando seconda in Regione dietro Bologna. E’ quanto emerge dalla terza edizione di “Pane e Azzardo”, indagine che esamina in dettaglio quanto accade nella Regione sul fronte dell’azzardo. Lo studio è stato presentato nella giornata di venerdì (30 gennaio) “Al lavoro contro l’azzardopatia”: il titolo dell’iniziativa con cui Cgil, Spi, Federconsumatori e Auser dell’Emilia Romagna, assieme alla campagna Mettiamoci in Gioco, sono tornate ad accendere un faro su un fenomeno in continuo e costante aumento, dai costi umani e sociali altissimi
Nel Riminese quadro critico
Nel Riminese si trova, nelle mappe dell’online, uno dei tre Distretti sanitari colorati in nero: quello di Riccione. Nell’azzardo complessivo la provincia di Rimini diventa terza in Regione, con 2.775 euro pro capite per abitante maggiorenne. L’altro record di Rimini è quello della maggior riduzione, in un anno, del gioco fisico, calato in provincia del 3,3%, forse collegato alla contestuale enorme crescita dell’online. Per quel che riguarda il gioco fisico, in particolare le slot, va considerato il peso del turismo estivo; in questo senso si segnalano le dimensioni del Gratta&Vinci sul giocato fisico complessivo, il maggiore in Regione con il 25,6%.
Slot e gioco d’azzardo, il “bancomat” delle mafie: e a finanziare i clan sono i nostri soldi
Quattro i Comuni oltre la media nazionale dell’online. Montefiore Conca è il terzo Comune in Regione, dietro a Zola Predosa e Calderara, con 3.395 euro; seguono Bellaria-Igea marina (2.716 euro), Riccione con 2.532 euro, San Clemente e Misano. Quest’ultima è prima in provincia nel gioco complessivo per maggiorenne. Con l’esplosione dell’online la provincia di Rimini entra decisamente nel novero delle crisi acute d’azzardo in Regione.
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La situazione in regione
Dal rapporto emerge come nel 2024 in Emilia Romagna si sia superata la soglia dei 10 miliardi (10,2 miliardi complessivi). Superamento che è stato accompagnato da un sorpasso atteso ma non scontato: nella media italiana il gioco online è superiore a quello fisico già da anni, in Emilia Romagna lo è diventato nel 2024, raggiungendo il 51% della raccolta complessiva. Sale a 1,57 miliardi la perdita degli emiliano romagnoli in azzardo, una somma otto volte superiore allo sbilancio della Sanità pubblica regionale, che nel 2024 si è attestato sui 195 milioni.
Da quest’anno il report, oltre a fornire analisi dettagliate per provincia, comune e distretto sociosanitario, offre anche un’analisi della enorme rete territoriale delle slot e degli altri apparecchi da azzardo, presenti nelle videolottery, sale Bingo, nei bar e nelle tabaccherie: sono ben 4.050 i luoghi dove è possibile spingere tasti, cercando fortuna.
I dati consegnano una nuova geografia nella mappatura delle crisi da azzardo in regione: accanto alla conferma della crisi acuta da azzardo che interessa le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, colpisce il dato relativo alla provincia di Piacenza, che sorpassa Bologna diventando prima in Regione per quanto ogni cittadino maggiorenne ha giocato nel 2024. Sorpasso che è effetto di una crescita dell’azzardo online nettamente superiore alla media regionale (+21% nel piacentino contro una media regionale del +15,6%). L’esplosione dell’online (+25,6%) è all’origine anche dell’ingresso nel novero delle crisi acute d’azzardo della provincia di Rimini, seconda dopo Bologna per gioco online e terza per spesa complessiva pro-capite.
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Con l’indagine e l’iniziativa Cgil, Spi, Federconsumatori, Auser e la Campagna Mettiamoci in gioco hanno voluto ancora una volta promuovere un dibattito per rompere il silenzio e alimentare consapevolezza sulle conseguenze drammatiche dell’azzardo: vite, famiglie e spesso posti di lavoro spezzati. Da qui la richiesta forte alla politica, a tutti i livelli, affinché la tutela della salute e della coesione sociale siano finalmente messe al centro e si inverta la rotta.
“E’ necessario e urgente da un lato mettere fine alla mancanza di trasparenza che ostacola la conoscenza del fenomeno, tornando a rendere disponibili dati sempre più censurati, dall’altro prendere posizione per scongiurare l’adozione di provvedimenti nazionali, dati per imminenti, che determinerebbero un forte arretramento nel contrasto all’azzardo, facendo carta straccia di leggi regionali avanzate nella regolamentazione dell’offerta come quella dell’Emilia Romagna” spiegano i promotori.
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