Marche

a processo. I genitori della ragazzina hanno denunciato il 18enne accusato anche di estorsione


PESARO La relazione virtuale, le foto hot e l’accesso al profilo Instagram. Ieri davanti al Gup il caso di un ragazzo del Bangladesh, da poco maggiorenne, accusato di estorsione e revenge porn, ovvero la pubblicazione di foto intime senza il consenso della persona immortalata. Tutto è iniziato quando lui era ancora minorenne e aveva conosciuto online una ragazzina bengalese quindicenne, residente nel pesarese. 

Tra i due era nato un flirt virtuale che piano piano è diventato sempre più piccante. Il giovane aveva chiesto delle foto in atteggiamenti intimi e la ragazzina le aveva mandate. Ma da qui le richieste sarebbero diventate sempre più pressanti. Con tanto di minaccia di pubblicare le immagini sessualmente esplicite se non gli avesse girato altre foto di lei nuda. Non solo, lui sarebbe stato geloso dei seguaci che la ragazza aveva su Instagram e avrebbe preteso di avere le credenziali di accesso al social per poter controllare le sue conoscenze. In questo frangente lui avrebbe pubblicato sui social cinque foto hot della ragazzina, salvo poi cancellarle pochi minuti dopo viste le rimostranze della 15enne.

La perquisizione

I genitori avevano notato qualcosa di strano nella ragazzina, di ritorno da scuola in lacrime così hanno cercato di capire cosa stesse succedendo e hanno scoperto tutto. Hanno denunciato ed è scattata una perquisizione e al sequestro dei files, oltre 12 mila immagini in cui però non sarebbero state trovate le foto della ragazzina. Il giovane è accusato di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e di estorsione per averla costretta sotto minaccia di avere le credenziali di accesso al profilo. L’avvocato Michele Mariella difende l’imputato e ha chiesto un rito abbreviato. Punta a riqualificare il reato di estorsione in violenza privata e avviare un percorso di lavori utili per il revenge porn. A febbraio la discussione e la sentenza.




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