a processo 13 ultrà rossoblù

SAN BENEDETTO Rinviati a giudizio con citazione diretta i 19 ultras sambenedettesi e aquilani per gli scontri avvenuti il 26 gennaio 2025 allo stadio Gran Sasso d’Italia di L’Aquila al termine della gara di ritorno del campionato di serie D tra la compagine locale e la Sambenedettese. Tutti e 19 dovranno infatti comparire in aula il 6 maggio per l’udienza predibattimentale. Tra i rinviati a giudizio anche l’attuale direttore sportivo del L’Aquila 1927, il cinquantatreenne Gianluca Rossini.
I reati
La Procura di L’Aquila, guidata dal sostituto procuratore Ugo Timpano, contesta a vario titolo a 9 tifosi aquilani e a 13 tifosi rossoblù i reati di rissa, invasione di terreno di gioco, violenza privata, travisamento, possesso e uso di oggetti atti ad offendere.
Secondo quanto emerso dalle indagini alcuni ultras al termine della partita si sarebbero mossi dal settore ospite ed erano venuti a contatto con i supporters locali: era nata così una colluttazione con cinghie, aste, pugni e calci, con le forze dell’ordine che hanno con grande fatica sedato la rissa. Non ci sono stati feriti gravi, ma le immagini hanno permesso agli inquirenti di costruire nel dettaglio la vicenda.
La Digos ha analizzato circa cento telecamere per un totale di oltre 30 gigabyte di immagini e materiale video. Gli investigatori sono riusciti a individuare decine di protagonisti della rissa, molti dei quali già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza sportiva. Tre ultras aquilani erano stati arrestati in differita, cioè entro le 48 ore dal compimento del reato, come prevede la nuova norma in materia di ordine e sicurezza all’interno degli impianti sportivi, e posti immediatamente in regime di arresti domiciliari.
I tre avevano anche cercato di entrare negli spogliatoi e di strattonare gli agenti della Digos intervenuti subito sul posto per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente; uno di loro è stato condannato dal tribunale alla pena di otto mesi di reclusione, mentre gli altri due hanno ottenuto la possibilità di svolgere i lavori socialmente utili. Nessuna responsabilità è stata attribuita alla Sambenedettese Calcio, ritenuta estranea ai fatti.




