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A Pergine Valsugana il nuovo centro nazionale per lo sport paralimpico

Legacy – eredità – è la password per dare senso ai Giochi e sta piantando radici profonde a Pergine Valsugana, a dieci chilometri da Trento. Qui, si trova l’ospedale riabilitativo Villa Rosa, centro di riferimento pubblico per tutti i pazienti della provincia colpiti da cerebrolesioni e traumi midollari. Qui, sorgerà un centro paralimpico di riferimento nazionale, voluto dalla sinergia fra Asuit, l’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino, Provincia autonoma di Trento, Comune di Pergine e Cip, il Comitato italiano paralimpico.

Tutto inizia nel 2020, quando Jacopo Bonavita, direttore presso l’Unità operativa di riabilitazione ospedaliera-Villa Rosa, arriva a Pergine. Si trova in una struttura da poco completata in cui, come in molti altri centri nazionali, i reparti di riabilitazione hanno in essere convenzioni con il Cip, che invia istruttori preparati per gli sport paralimpici e materiali, grazie ai quali i centri riabilitativi possono avviare allo sport i degenti perché la pratica sportiva è potente strumento riabilitativo, capace di migliorare l’autonomia del paziente, la sua forza, la resistenza, il controllo degli arti. È la sport-terapia. Però – ha pensato Bonavita, con il presidente provinciale del Cip, Massimo Bernardoni – si poteva fare di più: «Villa Rosa è una struttura grande, già dotata di piscina, palestra, laboratorio di analisi del movimento, un avanzato centro ausili, un appartamento domotico, ma con 1.400 metri quadri di aree ancora al grezzo. Perché non farne un centro sportivo paralimpico limitrofo all’ospedale per valorizzare la sinergia sport-ambito sanitario, offrendo ad atleti paralimpici e persone con disabilità che scelgono la struttura per allenarsi figure professionali come medici dello sport, medici riabilitatori, fisioterapisti, preparatori atletici, classificatori?».

Dopo i primi incontri fra Provincia, Cip e Villa Rosa, si fa strada l’ipotesi di realizzare negli spazi vuoti un’altra palestra, piccole palestre individuali, ambulatori e laboratori di ricerca: «Sul territorio – prosegue Bonavita – operano la facoltà di Scienze motorie dell’Università di Verona e il dipartimento di Ingegneria dei materiali dell’ateneo di Trento, con cui si potranno avviare progetti di ricerca che leghino sport a ingegneria dei materiali, meccatronica, robotica». Aprendo così il versante dell’innovazione. E anche il Comune di Pergine Valsugana partecipa al progetto, offrendo una scuola in disuso accanto a Villa Rosa per trasformarla in foresteria, così, a lavori ultimati, il centro potrebbe diventare sede di ritiro e preparazione di squadre Nazionali. Sarà, complessivamente, un intervento importante sostenuto dalla Provincia autonoma del presidente Maurizio Fugatti con una cifra intorno agli 8 milioni di euro.

Il centro, dato in gestione al Cip o a un suo ente satellite affinché sia gestito come centro nazionale di riferimento per gli sport paralimpici, potrà usufruire dei servizi medici di Villa Rosa e ha le potenzialità per offrire a Pergine una nuova vocazione turistica, che non sia solo invernale. In alcuni chilometri quadrati ci sono le piste da sci del Bondone, quelle della Paganella, l’anello del ghiaccio a Baselga di Pinè, il campo da curling in Val di Cembra e il lago di Caldonazzo, dove sono disponibili barche a vela per persone con disabilità, piste ciclabili percorribili in handbike, aree per il paraclimbing, l’arrampicata e il tiro con l’arco: «Villa Rosa diventerà volàno per il territorio – conclude il direttore – e potrà trasformare l’Alta Valsugana in un luogo disability friendly». Perché, quando le istituzioni fanno squadra, la legacy smette di essere la password di tante conferenze stampa e si fa concreta.


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