Liguria

A Palazzo Ducale i 20 anni di “Notte prima degli esami” di Fausto Brizzi: è polemica


Genova. Qualche sopracciglio si era alzato già nei giorni scorsi, in occasione della presentazione al pubblico del programma di Palazzo Ducale per il 2026. Poi le perplessità sono rimbalzate sui social network sotto forma di fuoco amico, o quasi: prima il giornalista Marco Preve, poi l’ex consigliere regionale e giornalista Ferruccio Sansa. Infine anche il centrodestra ha deciso di attaccare. Non con una nota di un consigliere comunale qualsiasi, bensì per bocca del viceministro leghista Edoardo Rixi.

L’oggetto delle polemiche è un evento in calendario per il 17 febbraio a Palazzo Ducale di Genova. “Notte prima degli esami – vent’anni dopo”. Nel ventennale del film – uscito nelle sale proprio il 17 febbraio 2006 -, popolarissimo ancora oggi tra i giovani e meno giovani, tramandato di generazione in generazione di maturandi, il regista sarà ospite insieme al protagonista, Nicolas Vaporidis, nel Salone del maggior consiglio. Il regista, però, è Fausto Brizzi. Che, oltre a essere regista, è marito della sindaca di Genova, Silvia Salis.

Chi ha sollevato qualche dubbio sull’opportunità politica – e sulla portata culturale – della serata, non si è riferito soltanto a meri motivi di parentela ma ha fatto notare che il Comune di Genova, attraverso la figura del sindaco, nomina i membri del consiglio di indirizzo, e la presidenza, della fondazione Palazzo Ducale. Che sono quelli che si confrontano, e decidono, anche l’offerta culturale dell’ente.

E quindi Fausto Brizzi, che in tempi di campagna elettorale era stato preso di mira dal centrodestra per aver girato alcuni spot promozionali della Liguria i tempi di Giovanni Toti, torna l’obiettivo del momento. Edoardo Rixi, in un post pubblicato sui social, lancia la sua bordata: “Palazzo Ducale a Genova celebra i 20 anni di un film leggero, commerciale, senza alcun rilievo storico. Un film firmato dal marito della sindaca Salis. E tutto passa come se nulla fosse”.

Per Rixi, non c’è spazio per il pop. “Notte prima degli esami” non merita di comparire sul cartellone del Ducale tra mostre di Van Dyck e rassegne come “La storia in piazza” e parla di “autocelebrazione familiare”: “Siamo davanti a una scelta clamorosamente inopportuna. Palazzo Ducale è una delle massime istituzioni culturali della città, non un luogo di autocelebrazione familiare. Qui non c’entra la nostalgia, non c’entra la cultura: c’entra l’opportunità. E l’opportunità è stata ignorata. Se una cosa del genere fosse accaduta con altri protagonisti politici, sarebbe scoppiato un caso nazionale. Titoli, interrogazioni, polemiche feroci. Oggi invece cala un silenzio imbarazzante. È questo il nuovo corso? Confondere pubblico e privato, istituzioni e relazioni personali? Genova merita molto di più. Merita trasparenza, sobrietà e rispetto. Non operazioni che sembrano favori travestiti da eventi culturali”. A stretto giro, anche il gruppo della Lega in consiglio comunale esce con una nota che ricalca fedelmente quella di Rixi.

Nei giorni Alessandra Bianchi, capogruppo di Fdi a Tursi, e Paola Bordilli, capogruppo della Lega, si erano limitate a criticare il fatto che, durante la commissione consiliare su Palazzo Ducale, l’evento “Notte prima degli esami” fosse stato inserito come legato al salone della formazione Orientamenti. “Invece non è così”, avevano detto.

In serata, da Palazzo Ducale, arriva una “nota di chiarimento”. “In merito alle dichiarazioni diffuse dal gruppo Lega in consiglio comunale e dal viceministro Edoardo Rixi, in uno spirito di collaborazione e trasparenza, Palazzo Ducale ritiene opportuno chiarire alcuni punti, al fine di evitare incomprensioni o strumentalizzazioni. Palazzo Ducale è, e resta, la casa di tutte e di tutti e non guarda ad appartenenze politiche o relazioni personali, ma esclusivamente alla qualità e al valore dei progetti culturali. L’iniziativa riguardante il ventennale di “Notte prima degli esami” rientra pienamente in questo ambito. L’istituzione svolge il proprio ruolo di spazio culturale aperto alla città e al confronto tra linguaggi, pubblici e generazioni”.

“Si tratta di un film che, a vent’anni dalla sua uscita, ha riscosso un successo straordinario e intergenerazionale, diventando un pezzo di storia del cinema capace di parlare a pubblici diversi – spiegano dal Ducale – la sua rilevanza culturale e popolare è un dato oggettivo, così come il profilo del suo autore, tra i registi più noti del cinema italiano contemporaneo: Fausto Brizzi. L’iniziativa prevede inoltre momenti di confronto e dibattito non solo con gli attori protagonisti e il regista, ma anche con critici cinematografici e docenti universitari, come Mario Sesti e Marco Salotti, a conferma della volontà di approfondire il valore culturale, sociale e generazionale dell’opera. Il valore culturale del film è confermato anche dai numerosi riconoscimenti ottenuti in Italia e all’estero, tra cui il David di Donatello, il Nastro d’Argento e il Ciak d’Oro, oltre a premi e candidature in festival nazionali e internazionali”.

“Un’istituzione culturale pubblica non può e non deve introdurre discriminanti legate a relazioni personali o appartenenze politiche quando valuta contenuti di interesse culturale. La scelta sui contenuti rientra pienamente nell’autonomia culturale dell’istituzione e non ha mai avuto condizionamenti. Il pubblico, già dai primi incontri, sta rispondendo con entusiasmo al calendario trasversale proposto, confermando la validità del percorso culturale intrapreso. Questo approccio è dimostrato dai fatti: la mostra più importante dell’anno dedicata a Van Dyck è curata dalla consigliera comunale di opposizione Anna Orlando, a conferma di un metodo fondato su competenza e valore culturale. La missione di Palazzo Ducale è promuovere cultura, partecipazione e pluralità. È su questo terreno che continua a lavorare, con serietà e senso delle istituzioni. Palazzo Ducale accoglie con favore l’attenzione rivolta alle proprie attività e rinnova l’invito di partecipare alle iniziative culturali in programma”.

No comment sulla vicenda da parte della sindaca Silvia Salis, che nei giorni scorsi, in occasione della presentazione del programma di Palazzo Ducale aveva dichiarato: “Il programma delle attività 2026 conferma Palazzo Ducale come un luogo che sa rendere la cultura accessibile e viva, in un periodo storico in cui troppo spesso rischia di essere considerata marginale. Questa è la casa della cultura di Genova: aperta, inclusiva, capace di parlare a pubblici e generazioni diverse, tenendo insieme la qualità delle proposte e la pluralità degli sguardi”.




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