A Knight of the Seven Kingdoms: George R.R. Martin rivela la sua sorpresa per QUELLA scena
Quando pensi all’universo di Game of Thrones, ti vengono in mente draghi, battaglie epiche, intrighi di corte e morte improvvisa. Difficilmente la prima immagine che ti balena davanti è quella di un cavaliere che defeca sotto un albero. Eppure, è esattamente così che si apre A Knight of the Seven Kingdoms, il nuovo spin-off ambientato nel mondo di Westeros creato da George R.R. Martin. E la cosa ancora più sorprendente è che nemmeno l’autore si aspettava una scelta del genere.
In un’intervista rilasciata a The Hollywood Reporter, Martin ha confessato candidamente il suo stupore nel vedere quella scena nella prima bozza dell’episodio pilota. “È stata una bella sorpresa“, ha dichiarato lo scrittore americano, spiegando che, pur essendo consapevole che i suoi personaggi abbiano esigenze fisiologiche come tutti, non era solito descrivere queste funzioni corporali nei suoi romanzi. “Quando ho visto il rough cut, ho scritto: ‘Cos’è questa roba? Da dove salta fuori? Non so se abbiamo davvero bisogno di questa scena’“, ha raccontato Martin, usando termini meno eleganti nell’originale.
ATTENZIONE SEGUONO SPOILER DEL PRIMO EPISODIO
La scena in questione arriva pochi minuti dopo l’inizio del primo episodio. Ser Duncan, il protagonista conosciuto come Dunk, ha appena sepolto il suo defunto mentore, Ser Arlan di Pennytree, sotto un albero in un momento toccante e riflessivo. Subito dopo, la telecamera inquadra con un dettaglio piuttosto esplicito il cavaliere che si accovaccia per espletare i propri bisogni corporali. Un momento di umorismo grossolano che stride volutamente con la solennità della scena precedente.
Nonostante le perplessità iniziali dell’autore, la showrunner Ira Parker ha deciso di mantenere la sequenza nella versione finale. Martin ha spiegato che Parker apprezzava quella scelta per ragioni proprie, lasciando intendere una divergenza di vedute creative tra chi ha concepito l’universo narrativo e chi lo sta traducendo per il piccolo schermo. Una dinamica non nuova nel rapporto tra Martin e gli adattamenti televisivi delle sue opere, ma che in questo caso assume una connotazione particolarmente bizzarra.
Il resto dell’episodio pilota, va detto, non prosegue su questa scia di humor toilettistico. La narrazione si concentra sulla costruzione dei personaggi principali, con Dunk che arriva nella città di Ashford per partecipare a un torneo cavalleresco e incontra Egg, un giovane che diventerà il suo scudiero temporaneo. La serie è basata sulle novelle Tales of Dunk and Egg, raccolta che Martin ha pubblicato nel corso degli anni e che è ambientata circa novant’anni prima degli eventi di Game of Thrones, in un periodo più tranquillo della storia di Westeros.
La prima stagione attinge dalla novella d’apertura della serie, mantenendo molti dettagli fedeli al materiale originale. Tuttavia, come dimostra la controversa scena iniziale, lo show prende alcune libertà creative significative, soprattutto nel tono. Ed è proprio qui che si situa la vera rivoluzione di A Knight of the Seven Kingdoms rispetto ai suoi predecessori: mentre Game of Thrones e House of the Dragon erano drammi puri, densi di violenza, tradimenti e morte, questo nuovo capitolo del franchise si propone come una commedia.
Una commedia ambientata a Westeros. Un concetto quasi ossimorico per chi ha seguito le vicende dei Lannister, degli Stark e dei Targaryen attraverso otto stagioni di omicidi, stupri e massacri. Eppure, è proprio questa la direzione scelta dalla produzione HBO, che punta a diversificare l’offerta del franchise espandendosi oltre il territorio del dramma cupo e violento. I nuovi episodi di A Knight of the Seven Kingdoms vanno in onda ogni domenica alle 21 su HBO e HBO Max in Italia. Resta da vedere se il pubblico apprezzerà questo cambio di tono o se, come Martin, si chiederà da dove sia saltata fuori tutta questa cacca.
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