Molise

A Isernia presentato l’Albero della Speranza, opera simbolo di dialogo culturale e rinascita rurale (VIDEO) | isNews

Un manufatto unico, realizzato in occasione del Giubileo 2025 da merlettaie italiane e spagnole, racconta tradizione, fede e comunità


ISERNIA. È stato presentato oggi, nella Sala Raucci del Comune di Isernia, il progetto dedicato all’Albero della Speranza, opera in trine nata dalla collaborazione tra merlettai e merlettaie italiane e spagnole. Il lavoro svolto a più mani si inserisce nel percorso di valorizzazione dell’antica arte del merletto a fuselli e assume un forte significato culturale e simbolico.

La conferenza stampa, convocata per illustrare il lavoro svolto e il valore del progetto, ha permesso di ripercorrere la nascita e la realizzazione del manufatto, sostenuto anche dal contributo morale e pratico degli sponsor che ne hanno reso possibile la creazione.

Nel corso dell’incontro è stata illustrata la lettura artistica dell’opera. La ruralità, come ricordato dalle promotrici, rimanda al legame tra comunità agropastorali, tradizioni locali e fede popolare, una fede radicata nella terra e nel lavoro quotidiano. “Le nostre merlettaie erano proprio donne che lavoravano il terreno, rappresentando un modo per esprimere la propria fede e il proprio rapporto con Dio”, è stato sottolineato, richiamando il valore sociale e storico di questa tradizione.

L’Albero della Speranza è un’opera imponente: una struttura conica alta 2,5 metri e con una base di tre metri di diametro, interamente realizzata con la tecnica del merletto a fuselli di Isernia arricchita da altre tecniche italiane e spagnole. È composto da trentotto moduli trapezoidali suddivisi in sette fasce, ognuna delle quali racconta un tema specifico. Al candore delle trine si affiancano merletti colorati in rosso, blu, giallo, verde e oro, ognuno portatore di un significato simbolico legato alla gioia, all’amore, alla fedeltà e alla ricchezza d’animo.

Numerosi i richiami religiosi: la campana posta all’apice, simbolo del dialogo tra divino e umano; lo stemma del Giubileo e il Cristo Pantocratore; le chiavi decussate del Vaticano. Le spighe, altrettanto presenti, testimoniano il valore del lavoro della terra e della sua spiritualità.

L’opera include anche moduli provenienti da altre tradizioni merlettaie italiane, da Offida a Cantù, da Santa Paolina al merletto campano e abruzzese, fino alle tecniche spagnole. Alcuni elementi riportano alla memoria collettiva momenti recenti, come il periodo pandemico, con motivi che richiamano il coronavirus a rappresentare il flusso delle anime, o l’albero sorretto da piccole mani, simbolo di rinascita e multietnicità.

Un’opera coralmente costruita, che ha coinvolto maestri, scuole, corsisti adulti e bambini, fino all’ultima balza ornata da motivi a cuore, testimonianza dell’amore e della dedizione profusi in mesi di lavoro.

La presentazione si è conclusa con un invito alla cittadinanza e ai visitatori: “Vi invitiamo a Isernia, nel borgo del merletto, per ammirare le nostre infinite creazioni tra passato e futuro”. Un messaggio che conferma l’obiettivo del progetto: custodire una tradizione antica, valorizzarla e trasformarla in un simbolo di comunità, speranza e dialogo culturale.


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