Abruzzo

A Chieti si torna a parlare del “parco incompiuto” della costa teatina


A Chieti si torna a parlare del parco nazionale della costa teatina: sabato 28 febbraio, nella sala consiliare della Provincia, il Wwf Abruzzo ha convocato una conferenza stampa aperta alla partecipazione anche del pubblico (alle ore 10.30), sull’attuale situazione del “parco incompiuto”, atteso ormai da oltre un quarto di secolo.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia Francesco Menna, ne parleranno: l’avvocato Alessandro Corporente, il legale che ha curato il ricorso al tribunale amministrativo regionale presentato dal Wwf Italia con l’obiettivo di superare l’inedia dei decisori politici; l’architetto Pino De Dominicis, che è stato commissario ad acta per l’istituzione del Parco; il presidente del Wwf Italia Luciano Di Tizio; la professoressa di Geografia presso l’Università di Roma “La Sapienza” Barbara Staniscia, autrice nel 2024 del volume “Conflitti ambientali e parchi naturali. Il caso della Costa Teatina”. Moderatore sarà Dante Caserta, direttore Affari legali e istituzionali del Wwf Italia.

L’ingresso è libero sino a esaurimento posti.

“La lunga storia del parco nazionale della costa teatina – ricorda il Wwf – inizia con la legge n. 344/97 (art. 4, comma 3) che ha inserito quel territorio, su proposta del senatore Angelo Staniscia, tra le “prioritarie aree di reperimento” previste dalla Legge n. 394/91 (art. 34, comma 6, lettera l-bis) per la realizzazione di Parchi Nazionali. Pochi anni dopo la legge 23 marzo 2001 n. 93 “Disposizioni in campo ambientale” (art. 8, comma 3) avvia l’iter di istituzione del Parco. Da allora, dopo un ricorso della Regione Abruzzo respinto dalla Corte Costituzionale per presunta incostituzionalità della legge n. 93/2001, per anni si sono succeduti riunioni, incontri, tavoli, seminari e workshop a livello nazionale, regionale e locale, ma ciò nonostante Ministero dell’Ambiente, Regione Abruzzo, Provincia di Chieti e i Comuni interessati (da nord a sud: Ortona, San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo) non sono riusciti a definire i confini amministrativi del Parco né tantomeno norme e regimi di protezione. Uno stallo cui ha posto fine il cosiddetto “emendamento Legnini” che prevedeva l’obbligo del commissariamento se non si fosse addivenuti entro una data prestabilita (più volte prorogata) alla perimetrazione. In ottemperanza a questa scadenza, il presidente del Consiglio dei ministri il 4 agosto 2014 con proprio decreto ha nominato un commissario ad acta, nella persona dell’architetto Giuseppe De Dominicis, con lo specifico scopo di pervenire a una perimetrazione e alla chiusura dell’iter di istituzione del Parco. Tra giugno e luglio 2015, il commissario ha trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri perimetrazione, zonazione e relativa disciplina di tutela ai sensi della legge n. 394/91”. 

Documenti che per un ulteriore decennio sono rimasti chiusi in un cassetto, fino a quando il Wwf Italia – dopo ulteriori solleciti e diffide – ha ritenuto di presentare un ricorso al Tar: la prossima udienza è fissata per il 27 marzo.


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