A Bressanone chiude Mirages: vittima dei grandi marchi – Bressanone
BRESSANONE. Dopo oltre 26 anni di attività, il negozio di intimo “Mirages” in via Mercato Vecchio nel centro di Bressanone abbassa definitivamente la serranda. L’11 aprile segnerà la fine di una presenza storica nel cuore cittadino, un locale che per decenni ha accompagnato abitudini, gusti e relazioni di una clientela affezionata. La titolare, Rosi Hofer, lascia un’attività che ha seguito e segnato le trasformazioni del centro e del commercio.
Quando ha capito che sarebbe stato difficile andare avanti?
“Non c’è stato un momento preciso, è stato più un lento cambiamento che ho percepito anno dopo anno. All’inizio erano piccoli segnali: meno clienti abituali, scontrini più bassi, persone che entravano, guardavano e poi dicevano che ci avrebbero pensato. Poi, con l’arrivo delle grandi catene e dei franchising nella stessa via, la situazione è peggiorata più rapidamente. Ho iniziato a rendermi conto che, anche impegnandomi al massimo, non riuscivo più a raggiungere i risultati di prima. È stato lì che ho capito che la direzione era quella, anche se ho provato a resistere e ad adattarmi il più possibile”.
Quanto ha inciso la concorrenza delle grandi catene?
“Moltissimo, direi in modo decisivo. Le grandi catene hanno una forza economica e organizzativa che noi piccoli non possiamo avere: acquistano grandi quantità, fanno prezzi più bassi e cambiano le collezioni molto velocemente. Questo attira soprattutto i clienti più giovani, ma non solo. Anche chi una volta cercava qualità e rapporto umano si lascia tentare da offerte più convenienti a discapito della qualità. Quando hanno aperto negozi di grandi marchi proprio qui vicino alla mia vetrina, ho visto subito la differenza: il flusso di clienti è diminuito e molti preferivano fare un giro lì prima di entrare da me. O da me non entravano proprio”.
E il commercio online, l’e-commerce, che ruolo ha avuto nell’arrivare alla sua decisione di lasciare?
“La diffusione del commercio online ha cambiato completamente le abitudini dei consumatori. Già prima si avvertiva il suo peso, ma il lockdown conseguente alla pandemia Covid ha segnato un punto di svolta. Le persone si sono abituate a comprare da casa, a confrontare i prezzi in pochi minuti, a ricevere tutto comodamente alla loro porta. Una volta che si prende questa abitudine, è difficile tornare indietro. Per un piccolo negozio come il mio, è quasi impossibile competere su quel piano, perché non possiamo offrire gli stessi prezzi né la stessa varietà”.
Sono cambiate anche le preferenze dei clienti?
“Sì, e questo si nota molto. Una volta, chi entrava in negozio cercava un prodotto che durasse nel tempo, era disposto a spendere qualcosa in più per la qualità, soprattutto per l’intimo. Oggi invece si guarda molto di più al prezzo, si compra magari più spesso, ma spendendo meno per ogni singolo articolo. C’è anche una diversa priorità nella spesa: molti preferiscono investire in altri prodotti, oppure risparmiare”.
Il cantiere davanti al negozio, poi, non ha aiutato?
“Per sette mesi ho avuto impalcature proprio davanti alla vetrina, con rumore continuo e polvere, ma soprattutto è cambiato il passaggio delle persone: molti evitavano proprio questo lato della strada, magari per comodità o perché sembrava meno accessibile. All’inizio è stato molto evidente, vedevo la gente camminare dall’altra parte. Questo ha inciso direttamente sulle vendite, perché meno persone passano, meno persone entrano. In una situazione già difficile, è stato un ulteriore colpo”. Negli ultimi anni, a Bressanone sono diverse le attività commerciali che hanno chiuso in centro storico, lasciando numerosi locali vuoti con un impatto (anche visivo) evidente in centro.




