Lazio

a bordo della macchina tre irregolari senza patente. Giallo sull’auto a noleggio

Non solo un incidente. Non una tragica fatalità. Quello che domenica 1 marzo si è consumato su Via Collatina è, per la Procura, l’epilogo di una fuga spericolata che non sarebbe mai dovuta iniziare.

A perdere la vita sono stati: Patrizia Capraro, il marito Giovanni Battista Ardovini e il figlio Alessio, travolti da una Toyota Yaris lanciata a velocità folle nel tentativo di sfuggire a una pattuglia della polizia.

Alla guida c’era Julian Ramiro Romero, 24 anni, argentino. Con lui in auto il 19enne cubano Alver Suniga e il 27enne cileno Ignacio Marcelo Ancacura Vasquez.

Nessuno dei tre è in possesso di patente italiana e tutti risultano irregolari sul territorio nazionale.

L’inseguimento e lo schianto

La corsa è iniziata su Viale Palmiro Togliatti, dove una volante della Polizia di Stato ha intercettato la Yaris. Per ragioni ancora al vaglio, Romero avrebbe accelerato nel tentativo di seminare gli agenti.

Le immagini registrate dalla telecamera di bordo della pattuglia documentano gli ultimi istanti prima dell’impatto: velocità sostenuta, manovre azzardate, poi lo schianto frontale contro l’auto della famiglia Ardovini. Un impatto devastante che non ha lasciato scampo.

Romero, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a furti in appartamento e maltrattamenti, è stato arrestato insieme ai due passeggeri.

Il nodo del noleggio: chi ha dato le chiavi?

Le indagini della Procura di Roma si concentrano ora sulla provenienza della Toyota Yaris. L’auto risulta intestata a una società con sede alla Magliana, che l’avrebbe ceduta a un’agenzia di noleggio più piccola.

Gli inquirenti stanno verificando diversi scenari:

  • se il contratto sia stato firmato con documenti falsi;

  • se sia stata utilizzata una “testa di legno”;

  • oppure se vi siano state gravi negligenze nella procedura di consegna del veicolo.

Un passaggio cruciale, perché stabilire eventuali responsabilità nella catena del noleggio potrebbe allargare il perimetro dell’inchiesta.

L’accusa: dolo eventuale

Per i tre giovani è scattato l’arresto con l’ipotesi di reato più pesante: omicidio con dolo eventuale.

Una qualificazione giuridica che presuppone la consapevolezza del rischio estremo corso — e fatto correre agli altri — durante la fuga a velocità elevata in un’area urbana trafficata.

Secondo l’impostazione accusatoria, chi si lancia in una corsa simile accetta il concreto pericolo di provocare vittime.

I profili dei tre arrestati

Romero ha alle spalle precedenti penali. I suoi due complici, invece, risultavano incensurati fino a domenica. Ora però condividono la stessa accusa.

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