a Bari Wes Studi e Tornatore
E’ stata presentata questa mattina l’edizione 2026 del Bif&st, Bari International Film&TV Festival, che torna a Bari da sabato 21 a sabato 28 marzo. Giunto alla sua 17° edizione, il festival diretto dal giornalista e critico cinematografico Oscar Iarussi, è il festival della Regione Puglia, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission, con presidente Anna Maria Tosto e direttore Antonio Parente. (qui il programma)
Sarà al Bif&st anche il premio Oscar alla carriera Wes Studi, unico attore nativo americano insignito dalla Academy con l’Honorary Award nel 2019 insieme a Lina Wertmüller e a David Lynch. Con il suo carisma ha segnato film quali Balla coi Lupi, L’ultimo dei Mohicani, Geronimo, Heat – La sfida, Avatar e il magnifico Hostiles – Ostili di Scott Cooper che presentiamo al Petruzzelli nella stessa giornata di un’inedita performance di poesie e melodie degli Indiani d’America, quando Studi sarà sul palco in duo con il grande pianista Emanuele Arciuli. Il Bif&st 2026 inaugura una collaborazione con il Conservatorio “Piccinni” di Bari il cui primo atto è uno stage sulla colonna sonora condotto da Roberto Pischiutta in arte Pivio, prestigioso compositore di musica applicata. D’altronde la musica fa un po’ da filo conduttore di questa XVII edizione fin dal weekend iniziale: il live del giovanissimo musicista Mattia Vlad Morleo in coppia con l’attrice francese Eva Danino, l’incontro di Alessandro Baricco che prenderà le mosse da Amadeus di Miloš Forman, e il documentario Tutta vita di Valentina Cenni e Stefano Bollani.
Un altro sodalizio di rilievo si deve alla sensibilità della Fondazione Puglia che accoglie nel restaurato Palazzo Starita e coproduce la mostra fotografica e sonora intitolata Sembra ch’è passato un giorno – Voci, storie, immagini dal romanzo del cinema italiano, a cura del critico e scrittore Silvio Danese. Ulteriore novità sono le Notti Horror coordinate dal regista Roberto De Feo, che includono alcuni imperdibili titoli di Mario e Lamberto Bava e l’anteprima dell’atteso Ti uccideranno – They Will Kill You di Kirill Sokolov. Di quest’ultimo film siamo grati a Warner Bros. Discovery, come a The Walt Disney Company Italia e Searchlight Pictures per Is This Thing On? – È l’ultima battuta? diretto da Bradley Cooper. A proposito di classici, il Bif&st partecipa alle celebrazioni del centenario della nascita di Dario Fo (24 marzo 1926), attore e drammaturgo tra più rappresentati nel mondo, premio Nobel per la Letteratura nel 1997: proponiamo Lo svitato del 1956 con la regia di Carlo Lizzani, in cui Fo figura nel cast, introdotto dal figlio Jacopo Fo, il quale sarà domenica sera al Kursaal Santalucia e lunedì mattina nell’Aula magna dell’Ateneo. Fra le molte altre citazioni possibili ecco il restauro de La stazione di Sergio Rubini, prodotto nel 1990 dalla neonata Fandango di Domenico Procacci, che dette il via a una rinascita del cinema italiano. Da segnalare il coinvolgimento tra le sale del Festival de “Il Piccolo” di Bari Santo Spirito, un impulso di decentramento cui teniamo.
Nella stagione segnata dallo storico record di pubblico per Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, entrambi presenti al Bif&st, tastiamo il polso alla produzione indipendente di finzione e di documentari nel concorso “Per il Cinema Italiano”, la cui giuria è presieduta da un’importante attrice quale Stefania Rocca, prossima all’esordio nella regia con L’ora di tutti dal romanzo di Maria Corti. Il programma nella sua articolazione di oltre centoventi film e appuntamenti, le anteprime di “Rosso di sera” introdotte nei due sabati dall’attrice Irene Maiorino, i Premi Bif&st Arte del Cinema, le varie sezioni, e, insomma, il festival tutto nasce sotto il segno di Claudia Cardinale, scomparsa nel settembre scorso. È un’icona degli splendori del cinema italiano, una donna «indomabile», secondo la definizione della figlia Claudia Squitieri, ma anche un’incarnazione euromediterranea per eccellenza. Nata a La Goletta, borgo multietnico alle porte di Tunisi, da una famiglia siciliana emigrata nel Nord Africa, Claudia Cardinale approdò in Italia da giovanissima e ha conquistato onori e fama con il suo lavoro, stabilendosi poi in Francia. Il suo sorriso «meridionale e monellesco» (Moravia dixit) ha nutrito la nostra passione per il cinema e contagerà, ne siamo certi, i giovani che affollano il Bif&st e che la vedranno forse per la prima volta sul grande schermo in La ragazza con la valigia di Valerio Zurlini (1961).
Se «il cinema è la morte al lavoro» (Jean Cocteau), ogni film – e festival – è un’occasione per evocare assenze/presenze che riaffiorano alla ribalta. Qui vogliamo ricordare Giorgio Gosetti, giornalista, critico cinematografico e ideatore di numerosi festival, un amico generoso e ironico, nonché l’attore e regista Nicola Valenzano, l’operatore di ripresa e montatore Francesco Saccente, il drammaturgo e interprete Rino Bizzarro. Nel 2026 ricorrono i quindici anni dalla scomparsa in un incidente stradale del giovanissimo attore barese Damiano Russo: il Bif&st gli intitola il premio del pubblico riservato al miglior cortometraggio del concorso “Sarò breve”.
“Il Bif&st è stata una scommessa che la Regione puglia ha fatto con sé stessa e con la sua comunità. – ha detto il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro – Oggi dopo 17 anni, a fronte dei risultati che di anno in anno si sono susseguiti possiamo dire che è una scommessa che i pugliesi hanno vinto. E nonostante questo, ogni anno proviamo a fare un passo in avanti, ingaggiando sempre nuove sfide: dai linguaggi, alle produzioni, agli ospiti, ai temi affrontati. Perché per la regione Puglia il Bif&st non è mai stato soltanto un festival del cinema, ma una leva strategica di sviluppo culturale che coinvolge innanzitutto la comunità pugliese, che ha dimostrato nel tempo di essere reattiva e propositiva sfidando l’organizzazione a fare e a dare sempre di più”.
“È con profondo orgoglio e rinnovato entusiasmo che diamo il benvenuto alla 17ª edizione del Bif&st – ha detto il sindaco di Bari, Vito Leccese – un appuntamento imprescindibile nel panorama culturale italiano e internazionale. Sin dalla sua nascita, il festival si è distinto come un palcoscenico di eccellenza, un crocevia di visioni, storie e linguaggi che abbracciano il vasto universo del cinema, contribuendo a restituire a Bari il suo ruolo di capitale culturale del Sud Italia e punto di incontro e confronto. Bari si afferma sempre più come un set naturale dove la storia, la cultura e l’arte si intrecciano in sempre più numerose produzioni televisive e cinematografiche, confermandosi come un laboratorio creativo in continua crescita”.
“Rinnovata e consolidata la struttura organizzativa di una manifestazione complessa quale è quella di un festival di portata nazionale ed internazionale, la direzione artistica di Oscar Iarussi propone un Bif&st 2026 che riflette sui tempi, quelli trascorsi e quelli presenti, per guardare anche al futuro del cinema. – Anna ha spiegato Maria Tosto, Presidente Apulia Film Commission – Costruisce un festival che esplora culture diverse, che ricerca il filo che le connette tra loro e che offre al pubblico il cinema come linguaggio universale mediante quale recuperare la molteplicità dello sguardo e, al tempo stesso, le radici comuni”.
“Torna il Bif&st con il suo clima festoso e può essere una sorta di tregua – otto giorni di visioni e di incontri a Bari – in un contesto globale altrimenti plumbeo. – ha affermato Oscar Iarussi, direttore artistico Bif&st – Siamo raggiunti costantemente dall’eco di guerre nel Medio Oriente, in Ucraina e altrove, tragiche crisi alle quali si aggiungono il declino della terzietà dell’ONU e l’usura dei diritti in favore della legge del più forte. “Pace” è una parola fuori moda. A trent’anni da Il pensiero meridiano di Franco Cassano (Laterza 1996), il filosofo cui abbiamo intitolato il premio per il miglior film internazionale del Bif&st, può essere prezioso rileggerne le pagine sul bisogno di comunità e la tutela dei beni comuni. Sono valori che di recente l’italianista Giuseppe Lupo ha ascritto a un alveo da lui denominato Medioccidente (Marsilio 2026): «Un Oriente non finito, un Occidente non cominciato, al bivio tra più culture» e tra le cui città-simbolo troviamo Bari, culla dell’ecumenismo di San Nicola. Ora, il cinema e il Bif&st che c’entrano? Testimoniano intanto che le relazioni artistiche e le connessioni produttive sono vivide, che c’è un orizzonte culturale comune per la sponda meridionale e quella settentrionale del Mediterraneo attraversato ogni anno da decine di migliaia di migranti in cerca di un futuro migliore, a costo di perdere la vita. Dopo l’esordio del 2025 con il viatico dello scrittore franco-marocchino Tahar Ben Jelloun, stavolta i film del concorso “Meridiana” saranno valutati da una giuria presieduta dal palermitano Roberto Andò, regista raffinato e popolare, custode di una tradizione che va da Pirandello a Tomasi di Lampedusa, da Rosi a Sciascia, al fotografo Ferdinando Scianna. Partecipe della medesima memoria è Giuseppe Tornatore, a sua volta siciliano di Bagheria, premio Oscar per Nuovo Cinema Paradiso e autore di successi internazionali, la cui avvolgente vena narrativa serba una sottile malinconia mai disgiunta dall’ironia. A Tornatore sarà dedicata una retrospettiva completa delle opere e il film-concerto Nuovo Cinema Paradiso con le musiche di Ennio Morricone, una formula che ha conquistato il pubblico l’anno scorso e che si ripete grazie al sodalizio tra il Festival e l’Orchestra e il Coro della Fondazione Petruzzelli. Una seconda retrospettiva del Bif&st ripercorre la filmografia del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche, Palma d’Oro a Cannes per La vita di Adele, il cui sguardo sull’immigrazione e l’erotismo come pulsione vitale statuiscono un corpus propriamente mediterraneo, fino a Mektoub, My Love – Canto due (2025), ultimo capitolo – a Bari in anteprima – di un trittico ambientato nel Sud della Francia.




