“A 25 anni mi dicevano che era reflusso, invece era un cancro al pancreas al quarto stadio. Ho molta paura”: lo sfogo dell’ex concorrente di X Factor Amber Woods
Dalla laurea e i sogni nella musica a una lotta per la sopravvivenza contro il “killer silenzioso”. Amber Woods, nome d’arte di Amber Fisher, 25enne di Dublin (California) con un passato come concorrente di X Factor (edizione maltese), ha deciso di condividere a cuore aperto il suo dramma e la sua speranza in una toccante intervista rilasciata alla rivista People e poi, successivamente, in questo video pubblicato sul suo profilo Instagram. Una testimonianza preziosa per accendere i riflettori su una malattia terribile e sull’importanza vitale di ascoltare il proprio corpo, anche quando i medici tendono a minimizzare.
L’incubo di Amber è iniziato nella primavera del 2025. Fresca di laurea, mentre cercava lavoro nel marketing e scriveva nuova musica, ha iniziato a sentirsi fisicamente a terra. Nausea persistente, un grave reflusso gastrico, gonfiore addominale, fiato corto durante le normali passeggiate e persino la comparsa di emorroidi. Sintomi che l’hanno spinta a rivolgersi più volte ai medici, ricevendone però sempre la stessa rassicurante e superficiale risposta. «Mi dicevano che era reflusso acido», ricorda Amber a People. «Era super grave, ma loro continuavano a dire: ‘Hai 25 anni, cos’altro potrebbe essere?’. Tutto sembrava normale per loro, ma io sentivo che non lo era affatto. Ho chiesto molte volte di fare delle ecografie o altri esami, ma mi hanno semplicemente ignorata».
La situazione è precipitata nell’ultima settimana di dicembre 2025. Streata dal vomito continuo e con la voglia di festeggiare il Capodanno imminente, Amber ha deciso di recarsi al Pronto Soccorso. Inizialmente i medici, vista la giovane età, hanno ipotizzato una gravidanza. L’ecografia ha però smentito questa ipotesi, rivelando invece numerose lesioni al fegato. «Il medico è venuto da me e mi ha detto che pensavano potessero essere parassiti, prescrivendomi una TAC», racconta la ragazza. «Ho persino videochiamato i miei amici scherzando sui parassiti mentre pensavo all’hamburger vegano che avrei mangiato a pranzo». Pochi minuti dopo, il gelo. Il medico ha chiamato lei e sua madre in una stanza privata, comunicandole la diagnosi nel modo più freddo possibile: «Hai il cancro».
«Ero sotto choc. Guardavo mia madre e dicevo: ‘Devono aver fatto un errore’». La cruda realtà, confermata poi da una dolorosa biopsia epatica, era invece drammatica: cancro al pancreas con metastasi al fegato, stadio 4. Alla richiesta di Amber se fosse una malata terminale, i medici dell’ospedale non hanno dato risposte chiare. «C’è senso di colpa con il cancro», confessa Amber. «In quel momento guardavo mia madre e il mio patrigno e mi preoccupavo più per loro che per me. Cercavo di sorridere per confortarli, ma dentro ero terrorizzata. Sono così giovane». La madre di Amber non si è arresa all’atteggiamento dei primi medici e ha ottenuto un secondo parere presso la rinomata Stanford Health Care, mettendosi nelle mani dell’oncologa Shruti Patel. Un incontro che ha cambiato la prospettiva psicologica della ragazza: «Mi ha guardata e mi ha detto: ‘Ti aiuteremo. Ci prenderemo cura di questo’. Non mi ha detto ‘Stai per morire’. Finalmente qualcuno mi vedeva come un essere umano e non come una statistica».
Ulteriori indagini hanno chiarito l’origine del male, svelando un retroscena inaspettato. Indagando sull’anamnesi familiare (grazie ai contatti con la nonna paterna, visto che Amber non ha rapporti col padre biologico), è emersa una forte familiarità con i tumori. La 25enne ha scoperto di essere positiva (così come suo fratello) alla sindrome di Lynch, una rara condizione genetica ereditaria che predispone fortemente allo sviluppo di vari tipi di cancro fin dalla giovane età.
Oggi Amber sta affrontando un duro ciclo di pillole chemioterapiche, iniziate a fine gennaio. Gli effetti collaterali sono pesanti: nausea, stipsi e un affaticamento tale da costringerla a dormire per ore durante il giorno. L’obiettivo terapeutico è chiaro: essendo un tumore a crescita lenta, si spera che le pillole riescano a ridurne sensibilmente le dimensioni. A maggio i medici valuteranno i risultati. Se le masse si saranno ristrette a sufficienza, Amber sarà idonea per un intervento chirurgico massiccio e salvavita che comporterebbe la rimozione di pancreas, milza e la sostituzione del fegato. «Ho molta paura», ammette, «ma è un intervento che vale la pena affrontare per poter vivere una vita lunga e potenzialmente libera dal cancro. Senza pancreas, questo tumore non potrà tornare».
Nonostante le fatiche fisiche, Amber cerca di mantenere una routine normale. Accompagnata da madre, patrigno, cugini e amici, non rinuncia alle sue passeggiate quotidiane (ora ribattezzate ironicamente “passeggiate per i coaguli di sangue”, per prevenire problemi alla vena porta). I suoi due gatti sono il suo supporto emotivo casalingo, mentre continua a scrivere musica. Il suo più grande impegno attuale è l’attivismo. Ha aperto un account Instagram dedicato esclusivamente al suo percorso clinico, un canale TikTok e sta raccogliendo fondi per la Pancreatic Cancer Action Network (PanCan), la onlus che l’ha supportata in questi mesi bui e per cui spera un giorno di poter lavorare.
Il suo messaggio a People è rivolto a chiunque non si senta bene: «Non fermatevi. Se sentite che qualcosa non va, spingete i vostri medici, andate al pronto soccorso, non fermatevi finché non indagano a fondo». E sul suo futuro, conclude con tenacia: «Se cerchi le statistiche sul cancro al pancreas è orribile, è la terza causa di morte per tumore. Ma cerco di non andare in quei luoghi bui mentalmente. Io non sono una statistica. Ci sono persone molto più anziane di me che sopravvivono e sono guarite. Questo non è l’inizio della fine per me. C’è dell’altro e devo solo superare tutto questo».
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