Emilia Romagna

“In teatro era gentile”. L’aneddoto del lancio delle scarpe


Giampiero Piscaglia, ex dirigente e assessore alla Cultura del Comune di Rimini, diffonde un bel ricordo di Ornella Vanoni, artista che si è esibita al Teatro Novelli, morta all’età di 91 anni.

“Venne tre volte Ornella Vanoni al Teatro Novelli dalla metà degli anni ottanta – scrive Piscaglia – una terza era già fissata, questa volta al Galli nel 2021, fermata da noi come in tutta la tournèe per via del Covid. Ce lo ricorda la (allora) consueta foto d’autore appesa negli uffici con tanto di dedica affettuosa al personale del Teatro. Come succede quasi sempre per i grandi artisti dal carattere altrimenti spigoloso, più spesso capriccioso, in teatro Ornella era gentile, la ricordiamo di buon umore, per niente nervosa, in una non comune sintonia con le molte scomodità che il Novelli si portava dietro, ciò che in altre attrici, attori o musicisti importanti come lei, generava spesso proteste e malumori. Di sicuro nelle due ultime presenze all’Ermete, Ornella non ha fatto parte della schiera di tutti quelli, soprattutto protagonisti, che sistematicamente si lamentavano per i camerini lillipuziani o per la scarsa autonomia dell’acqua calda in uscita dalle docce”. 

Ancora Piscaglia: “Incantevole una volta sul palco, di quella magia che avvolge la presenza delle grandi donne in scena anche al di là della loro arte, canora in questo caso, la ricordiamo camminare sul palcoscenico con un carisma da grande attrice, con un di più di ammirazione da parte nostra che sapevamo di una iniezione in camerino prima di salire sul palco, per un fastidioso mal di schiena. Non poteva sfuggire in quell’incedere affascinante, l’ausilio di un appena discreto tasso di gradazione alcolico, inizialmente a suo agio su un tacco come minimo 18 che ne esaltava una sensualità sobria, disinvolta e parte integrante delle sue performance. Lì qualcosa succede nell’armonia dei movimenti di Ornella, si comincia a cogliere, da dietro le quinte, una certa apprensione sull’equilibrio delle sue movenze sceniche, realizziamo subito che la somma quasi algebrica fra quei 18 cm del tacco e quel 6% di pendenza del palco, che faceva imbestialire tutti i danzatori, stava mettendo alla prova la consueta eleganza nella quale l’interpretazione canora e la presenza scenica è sempre stata elemento costitutivo della stessa partitura. Eccolo il colpo di genio improvvisato all’istante, quasi a riscrivere un frammento dello spettacolo, con la naturalezza di un mimo e senza mostrare la minima alterazione, Ornella si sfila le scarpe, una a una, le lancia dietro le quinte con consumata gestualità teatrale, nessuno sente il rumore della caduta di quelle calzature sopraelevate perché a prenderle al volo pensa il macchinista del teatro, quasi una drammaturgia prevista, la cui genialità però non sfugge al pubblico che la interrompe con un fragoroso applauso. Ornella continuerà lo spettacolo cantando scalza con la classe e lo charme che non aveva bisogno di altro”, conclude il ricordo di Piscaglia.

 




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