Diabete, cosa devi bere ogni giorno per abbattere i rischi: lo dicono i medici
Nuove ricerche suggeriscono che alcune bevande, grazie ai loro effetti benefici sul metabolismo, possono prevenire sbalzi glicemici
Da decenni il caffè rappresenta il rito imprescindibile per milioni di italiani all’inizio della giornata. Tuttavia, nuove evidenze scientifiche mettono in discussione la sua posizione predominante, soprattutto in relazione al controllo della glicemia e ai potenziali effetti metabolici. Sempre più studi indicano che alcune bevande alternative possono non solo fornire una fonte di energia, ma soprattutto aiutare a mantenere stabile il livello di zucchero nel sangue, un aspetto cruciale per la prevenzione di malattie metaboliche come il diabete di tipo 2.
In Italia il consumo annuo pro capite di caffè supera i 4,5 kg, consolidando un’abitudine radicata nella cultura nazionale. Tuttavia, secondo dati aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità, il consumo di caffè può indurre oscillazioni glicemiche fino al 20% nelle prime due ore dopo l’assunzione. Questi sbalzi sono particolarmente rilevanti per chi convive con condizioni come l’insulino-resistenza o il diabete.
La causa è da attribuire principalmente alla caffeina, che stimola la produzione di adrenalina e cortisolo, due ormoni responsabili dell’aumento temporaneo della glicemia. Questo crea un conflitto tra la rapidità dell’energia fornita dal caffè e la necessità di una stabilità metabolica per evitare picchi glicemici dannosi.
Tè e infusi: soluzioni efficaci per la regolazione del glucosio
I risultati di ricerche svolte dal National Institutes of Health (NIH), uno dei principali centri mondiali per la ricerca biomedica, hanno evidenziato come alcune varietà di tè risultino efficaci nel modulare il metabolismo dei carboidrati. In particolare:

I benefici del tè verde sul diabete – (vvox.it)- Il tè verde, ricco di epigallocatechina gallato (EGCG), agisce come potente antiossidante e favorisce un assorbimento più graduale degli zuccheri nel sangue;
- Il tè nero contiene polifenoli derivanti dalla fermentazione che migliorano la sensibilità insulinica;
- Il tè oolong, posizionandosi a metà tra tè verde e nero, aiuta a smorzare i picchi glicemici postprandiali.
L’assunzione regolare di due tazze al giorno di queste bevande può migliorare la risposta glicemica fino al 12% rispetto a chi non le consuma, un dato che assume grande rilevanza nel lungo termine.
Secondo le indicazioni degli esperti dell’Associazione Dietisti Italiani, la sostituzione del caffè con tè o tisane non deve essere repentina per evitare i sintomi da astinenza da caffeina. Una transizione graduale può facilitare l’adattamento, ad esempio:
- Giorni 1-3: metà tazza di caffè e metà tazza di tè verde;
- Giorni 4-6: esclusivamente tè nero o verde al mattino;
- Dal giorno 7: aggiunta di infusi serali senza caffeina.
Un’indagine condotta dal Policlinico Gemelli su 120 volontari ha rilevato che l’82% di chi ha seguito questa progressione ha riportato una riduzione della stanchezza postprandiale e un miglioramento della concentrazione lavorativa nelle ore mattutine.
Anche il consumo di tè deve essere moderato. L’EFSA raccomanda di non superare i 400 mg giornalieri di caffeina da tutte le fonti, poiché un eccesso può interferire con l’assorbimento del ferro e causare disturbi gastrointestinali. Inoltre, i costi delle bevande variano sensibilmente: un tè biologico certificato può superare i 40 euro al chilo, mentre le miscele industriali sono più economiche, sotto i 10 euro. La scelta consapevole di qualità può garantire un apporto più sano, riducendo l’esposizione ad additivi e residui chimici.
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