le parole del padre nella vicenda di Palmoli

“Non sono matto, parlo cinque lingue e ho vissuto in sei Paesi. In Europa e in Asia. Ho studiato e compreso qual è il modo migliore per essere felici. Ho deciso, insieme a mia moglie, di vivere dentro la natura, nessuno ce lo potrà impedire”. Lo ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica Nathan Trevallion, padre dei tre bambini allontanati dalla famiglia che vive in una casetta fra i boschi di Palmoli, in provincia di Chieti.
Nathan racconta di aver conosciuto la moglie, Catherine Trevallion, a Bali (Indonesia): “Cercavamo una nuova vita. Lei è di famiglia benestante, una cattolica fervente. È una maestra di equitazione e ha scritto un libro di coaching con la prefazione della regina di Danimarca. Catherine, di lingue, ne parla sei. Crediamo, io e Catherine, in una vita senza contaminazioni, concrete e spirituali. Un’amica di mia moglie le aveva parlato dell’Abruzzo come di una terra speciale, e ancora pura”.
La coppia, dopo una prima esperienza a Sant’Omero (Teramo), quattro anni fa decise di trasferirsi a Palmoli in una casetta nei boschi. Su quanto riguarda l’isolamento dei figli, Nathan afferma: “I nostri bambini frequentano i coetanei delle famiglie che la pensano come noi. Qui intorno ci sono quindici nuclei neorurali. Ci hanno sostenuto e ci sostengono, come tutto il paese e potrei dire l’Italia intera. Sono felici, profumati, beneducati e ben nutriti. Perché spezzare questo legame?”. Il Tribunale per i Minorenni dell’Aquila parla invece di rischio per la sottrazione dei bambini: “Io voglio solo riportarli in questa casa e tornare a vivere tutti insieme” replica Nathan, aggiungendo che presto rimetteranno il bagno al suo posto, la cucina sarà riorganizzata, due camere da letto costruite: “È già venuto un ingegnere. Quattro, cinque giorni e tutto tornerà felice come prima”.
Riguardo alla richiesta giudiziaria che i figli frequentino la scuola, il padre dichiara: “Abbiamo il diritto di vivere come vogliamo, come i nostri nonni. Conosco i miei diritti”, e aggiunge: “Non vogliamo plastiche nelle nostre vite, credo sia un punto di vista rispettabile”. Se non fosse consentita la riunificazione con i figli, Nathan minaccia: “Catherine prenderà i tre bambini, i loro passaporti e li porterà con sé in Australia. Io continuerò con gli animali nel nostro bosco italiano”. E per il futuro dei figli: “Certo, nasciamo e cresciamo liberi. Se vorranno vivere nello smog di New York, liberi di farlo. Noi, oggi, diamo a loro quello di cui hanno bisogno, di fronte a una società avvelenata”.
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