Marche

«Festival da record e le istituzioni tagliano i fondi»

MACERATA E’ scontro totale su Musicultura. La richiesta di maggiore attenzione avanzata dal direttore artistico Ezio Nannipieri e rivolta agli enti pubblici, Regione in primis, ha scatenato il dibattito politico. All’orizzonte la possibilità che il festival, corteggiato da molte altre location, possa anche decidere di voltare le spalle alle Marche.

Il Pd con la deputata maceratese Irene Manzi attacca: «La vicenda Musicultura sta assumendo contorni sempre più gravi. Di fronte a un festival che continua a raccogliere numeri record e a portare in alto il nome di Macerata, le istituzioni locali e regionali scelgono di ridurre i fondi invece di rafforzarli. È un segnale incomprensibile che rischia di trasformare un’eccellenza nazionale in un’occasione persa. Chiedo con forza che Comune e Regione invertano subito la rotta. Musicultura è nata qui e qui deve restare».

L’affondo

Il Pd cittadino aggiunge: «Ferisce l’indifferenza dell’amministrazione Parcaroli di fronte alla possibilità di un cambio di sede».

Rincara la dose l’ex consigliere regionale Romano Carancini: «Se il sindaco Parcaroli e il presidente Acquaroli non riconoscono il valore sempre maggiore di Musicultura – lo confermano anche i numeri – non stanno solo tagliando fondi o bloccando convenzioni, ma stanno letteralmente abdicando all’idea di una Città e di una Regione in cui la cultura può e deve essere bellezza, esperimento e connessione». Non ci sta la vice sindaco Francesca D’Alessandro (Fratelli d’Italia) che promette sostegno alla manifestazione: «Il mio impegno è chiaro: lavorare affinché Musicultura resti legata alla sua casa naturale, Macerata e lo Sferisterio. Macerata merita una cultura viva e inclusiva. Musicultura è una delle sue voci più autentiche. E io sarò al suo fianco».

Nel pomeriggio di ieri sono scesi in campo anche gli azzurri Riccardo Sacchi (assessore), Barbara Antolini, segretario comunale Forza Italia e Sandro Montaguti, capogruppo del partito. «E’ paradossale che si parli di noncuranza da parte nostra proprio ad opera di chi ha governato la città per oltre venticinque anni e che ha contribuito a relegare Macerata a una condizione di marginalità nel panorama provinciale.

Passando al merito della questione Musicultura, è fondamentale restare con i piedi per terra: non ci sono stati “tagli oscuri”. Al contrario: per l’edizione 2026 il Comune di Macerata ha stanziato 170.000 euro, cifra ben documentata negli atti. Qualche adeguamento – sì – ma non una riduzione drammatica come qualcuno prova a sostenere, evidentemente senza leggere i dati reali e neanche gli atti consiliari. In più, la nostra amministrazione ha dimostrato quanto tenga a Musicultura, inserendo il festival nel bando Mama Rebuild, che garantirà 50.000 euro in due anni (2025 e 2026). Guardando al futuro, vogliamo ribadire un impegno: se saremo confermati alla guida della città, uno dei primi atti sarà proporre una nuova convenzione con Musicultura, questa volta tri- o quadriennale perché riteniamo che il festival debba continuare a crescere in qualità strutturandosi sempre meglio».




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »