Marche

Tenta di uccidere la guardia, una perizia sul detenuto di Montacuto

ANCONA Una perizia psichiatrica per vagliare la capacità di intendere e volere al momento dei fatti. La richiesta è arrivata ieri mattina dalla difesa di un 31enne di Reggio Emilia, accusato di aver tentato di uccidere un agente di Montacuto il 2 dicembre scorso. L’uomo, ora recluso nel carcere di Parma, oltre che di tentato omicidio deve rispondere delle lesioni provocate a tre agenti, nonché della resistenza a pubblico ufficiale. Il gup Francesca De Palma ha rinviato l’udienza al 16 febbraio, quando verrà nominato uno psichiatra per vagliare lo status mentale del 31enne e la sua capacità di stare a giudizio.

Pronto a costituirsi parte civile c’era l’avvocato Giuseppe Cutrona, che tutela la guardia aggredita violentemente con una mossa di Mma. Stando a quanto ricostruito all’epoca dei fatti, la violenza era esplosa mentre il 31enne (in cella per aver ucciso nel 2016 il suo coinquilino con una mannaia) stava scendendo nell’area dei passeggi.

A ridosso del cortile – questa l’accusa – si era accanito contro un secondino, sorprendendolo di spalle e sferrandogli un pugno all’altezza dello zigomo. La violenza aveva fatto cadere a terra l’operatore che, poi, era stato colpito con dei calci. Ma non solo. Stando alla procura, il 31enne avrebbe cercato di immobilizzarlo, sedendosi sulla sua schiena e cingendogli il collo con un braccio. Una tecnica da arti marziali, chiamata Mata Leào, usata soprattutto in discipline come il ju-jitsu brasiliano, l’Mma e il Krav Maga. L’aggressione era terminata solo grazie all’intervento dei colleghi dell’agente ferito. «Vi ammazzo tutti» avrebbe urlato il detenuto mentre veniva portato via. Il referto L’assistente pestato, un 30enne osimano, era finito all’ospedale di Torrette con una prognosi di trenta giorni.




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