Borgo Bello, assemblea infuocata sulla pedonalizzazione Tra sicurezza, commercio e richieste dei residenti

Tanta gente per un’assemblea molto accesa per un tema che sta a cuore a innumerevoli persone e associazioni, ma per la quale sarà difficile trovare una soluzione che accontenti tutti: la pedonalizzazione di corso Cavour e borgo XX Giugno.
Iniziamo da un ricordo personale: negli anni ‘90 venne cambiata la direzione di marcia dall’arco di San Pietro ai Tre Archi (cioè in entrata in città) al contrario (cioè in uscita). Una scelta che incontrò, come sempre, plauso e opposizione. Adesso nessuno penserebbe di tornare indietro o opporsi a tale scelta. Già a quell’epoca, però, si iniziava a parlare di togliere spazi alle auto e liberare i marciapiedi (le strisce blu non esistevano). Un progetto che puntava su due elementi fondamentali: un parcheggio pluri-piano alle Anse di Braccio (o via Ripa di Meana), potenziamento del parcheggio di viale San Domenico e, soprattutto, i posti auto per i residenti (in acquisto in concessione temporanea, come i loculi al cimitero) da realizzare negli ex orti di Agraria (progetto mai avviato, anche in questo caso per le polemiche).
Ora si torna a parlare di pedonalizzare la Via Regale del Borgo Bello (ricordo personale: era l’anno 2000 quando con Orfeo Ambrosi scoprimmo l’antico nome del rione, oltre Porta San Pietro che è quello ufficiale, e venne creata l’associazione che avrebbe unito residenti e commercianti). E ci sono tanti favorevoli e molti contrari. Per raccogliere le idee e i progetti, si è tenuta una riunione civica nel Teatro Bicini di via del Cortone e non è andata benissimo. Nel senso che tutti sono rimasti sulle proprie posizioni e i più agguerriti hanno consegnato alla sindaca Vittoria Ferdinandi, che il Borgo Bello lo conosce bene, una raccolta di trecento firme contro la chiusura della via.
Diciamo subito che alcune idee già ci sono: chiusura al traffico automobilistico totale (i più intransigenti, ma i residenti come farebbero?), istituzione della ztl (entrano solo i residenti e gli autorizzati, ma non farebbe bene al commercio), chiusura alcuni giorni al mese per permettere mercatini ed eventi. Il concetto per chi chiede la chiusura è semplice: più sicurezza per i pedoni, bambini, anziani e disabili, e minori preoccupazioni per fermarsi nei negozi, senza l’assillo del trovare parcheggio o della scadenza del ticket di sosta. Si è tornati a parlare del progetto del compianto professor Mariano Sartore che ribaltava la concezione secondo cui la strada è destinata al traffico veicolare: in corso Cavour dovrebbero essere i pedoni al centro della progettazione con la carreggiata ristretta e i laterali ampliati per passeggiare e mangiare e bere seduti nei tavoli all’aperto all’ombra dei numerosi alberi che abbelliranno il “Borgo Bello”. Un progetto che non prevede la chiusura, quindi, ma solo una riduzione del traffico di attraversamento. Una proposta che nel tempo è stata avanzata anche dall’architetto Luigi Fressoia, storico residente del Borgo e da sempre attento all’urbanistica: togliere la sosta e non il flusso.
Il progetto di Sartore è quello che la presidente dell’associazione Borgo Bello ha tentato di riproporre, ma è stata fortemente contestata da molti residenti, e anche qualche iscritto, contrari a ipotesi di chiusura della via. Per questi, infatti, qualsiasi idea non dovrebbe escludere il transito e la sosta dei residenti. E qualsiasi idea dovrebbe contrastare l’immagine del Borgo Bello degli ultimi dieci anni: chiusura di quasi tutte le attività storiche e presenza solo di pizzerie, pub e locali per aperitivi. Quartiere molto vivo, ma anche con tanti disagi, come i tavolini sui marciapiedi e lo spaccio in via del Cortone e via Fiorenzuola (negli anni ‘90 c’erano anche alcune donne che ricevevano in appartamenti fronte strada nella via che porta alle scale mobili). Residenti che hanno raccolto 300 firme contro chiusure temporanee o di altro tipo.
Le associazioni presenti nel quartiere hanno ribadito la loro posizione: meno auto, più pedoni, più affari, più eventi. Dare più spazio alla socialità, riducendo il traffico rende più sicure e attrattive le strade e rivitalizza anche il commercio di prossimità. Secondo i residenti, però, il commercio di prossimità nel quartiere non c’è più da un pezzo (nel 2003 con l’associazione Borgo Bello venne realizzato un libretto che raccontava la storia del quartiere e delle sue botteghe storiche con interviste ai titolari: di quelle botteghe ne sono rimaste due o tre).
Unico punto su cui tutti si sono trovati d’accordo è stato quello della sicurezza per gli alunni della XX Giugno. La zona 30 dovrebbe attenuare il tutto.
Alla fine dell’assemblea si può dire che ognuno è rimasto sulle proprie posizioni, ma la domanda resta aperta: come utilizzare uno spazio pubblico in cui tutti i cittadini hanno interessi? Cosa fare per rendere migliore una zona senza intaccare i diritti dei residenti e dei commercianti (qualcuno ha fatto notare che se lo stesso occupa il posto auto davanti al negozio, si fa un danno da solo), garantendo la sicurezza per l’utenza debole (pedoni, ciclisti)? Se ne parlerà nel corso delle prossime puntate, perché quella di martedì non è stata quella conclusiva.
4 minuti di lettura
Source link




