Ambiente

L’integrazione tra identità e pagamenti rappresenta la prossima frontiera

Con oltre 41 milioni di identità attive e 1,2 miliardi di autenticazioni nel 2024 – di cui 630 milioni solo nei primi sei mesi del 2025 – Spid si conferma una delle più grandi e consolidate infrastrutture digitali d’Europa. Un sistema che, pur tra limiti, complessità e fasi di transizione, ha consentito a milioni di cittadini e imprese di accedere in modo sicuro ai servizi pubblici e privati, abilitando un livello di penetrazione mai raggiunto prima nel nostro Paese.

Dietro questi numeri si cela una trasformazione profonda, che ha cambiato il modo in cui l’Italia concepisce e gestisce l’identità digitale. Da strumento di accesso ai portali della pubblica amministrazione, SPID è divenuto un tassello centrale dell’infrastruttura nazionale, una piattaforma che incarna l’idea stessa di cittadinanza digitale.

La nuova convenzione Spid, siglata tra AgID e gli Identity provider, rappresenta un momento di svolta cruciale. Non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico o normativo, ma di un passaggio strategico verso un modello più sostenibile e moderno. Il documento chiarisce i ruoli e le responsabilità degli identity provider, definendo il loro posizionamento nel futuro ecosistema dell’identità digitale italiana ed europea. La convenzione introduce, inoltre, impegni specifici per rafforzare i presidi di sicurezza, migliorare la qualità dei servizi e sostenere una governance più equilibrata tra pubblico e privato.

Si tratta, in sostanza, di un passo necessario per garantire continuità e fiducia in un momento in cui il paradigma stesso dell’identità digitale sta evolvendo rapidamente.

Parallelamente, il governo punta sull’It Wallet, sviluppato nella versione pubblica da PagoPA, con la prospettiva di aprire anche a wallet privati. Nella fase iniziale, l’accesso al Wallet sarà possibile tramite le identità rilasciate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs) attraverso CIEid, e tramite Spid, in un’ottica di integrazione e continuità. L’obiettivo finale è quello di allineare l’Italia al quadro europeo del Digital Identity Wallet previsto dal regolamento eIDAS2, che obbligherà tutti gli Stati membri a rendere disponibile almeno un wallet conforme entro dicembre 2026.


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