Catanzaro, giovane sequestrato e torturato. Non regge l’aggravante mafiosa
Esclusa l’aggravante mafiosa e rinvio degli atti per un nuovo processo d’appello. Questa la decisione della Corte di Cassazione sulla brutale aggressione avvenuta nel 2022 ai danni di un giovane catanzarese. Torneranno davanti alla Corte d’appello Vitaliano Costanzo (condannato in secondo grado 6 anni e nove mesi di reclusione), Francesco Squillace, detto “Cecchetto (a 6 anni) e Riccardo Elia, (6 anni e 7 mesi). Gli imputati rispondevano a vario titolo di tortura, lesioni personali aggravate, sequestro di persona, violenza privata, detenzione illegale di arma comune da sparo, rapina. Sia in primo che secondo grado aveva retto l’aggravante mafiosa ora esclusa dalla Cassazione.
I fatti contestati e ricostruiti dalla Squadra Mobile sarebbero avvenuti a ottobre del 2022. Nelle giornate del 26 e 27 di quel mese è infatti avvenuta la brutale aggressione ai danni di un ragazzo che avrebbe avuto una relazione sentimentale con la compagna di Costanzo. Secondo gli inquirenti, proprio quest’ultimo il 26 ottobre avrebbe convocato la vittima nella propria abitazione, dove con percosse, minacce (anche con una pistola) e bastonate lo avrebbe sottoposto a un interrogatorio – durato dalle 17.30 a mezzanotte per fargli confessare di aver avuto una relazione sentimentale con la donna, prima negata e infine ammessa dopo le violente pressioni. Un quadro di crudeltà che sarebbe stato reso ancora più inquietante dall’aver fatto valere, come ricostruito dai magistrati, l’appartenenza alla cosca dei Gaglianesi.
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